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O.U._2010
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2004 2005
2006 2007
2008 2009
2010
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COMUNE
DI TREVI
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COMUNE DI FOLIGNO
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Istituto
Comprensivo T. Valenti
Scuola
Elementare di Borgo Trevi
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I circolo di
Santa Caterina
Scuola Elementare di S. Caterina
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Classe
I e II A con Franco Fiorillo
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Classe
IIA con Rebecca Agnes
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Classe
I e II B con Giovo Piacentini
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Classe
IIB con Piotr Hanzelewicz
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Scuola
Elementare di Santa Maria in Valle
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Classe
IIC con Alessia Armeni
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classe
I con Armida Gandini
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Classe IIID con Paride Petrei
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Classe V B con Oscar Accorsi
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COMUNE DI PERUGIA
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Classe V A con Gino sabatini Odoardi
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Istituto
artistico Bernardino di Betto
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Classe V C con lisa Wade
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Classe IVC con Giorgio Lupattelli
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Scuola Elementare
di BorronI
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Classi IIA e IIB con : Esibisco
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Istituto comprensivo di
Belfiore
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(Scuola Elementare di Belfiore)
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Classe IV A e IV B con
conceptinprogress
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(Scuola Elementare di S. Giovanni Profiamma)
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Classe I e II con DDM
(Daniela di Maro) e Enzo Calibè
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Scuola Elementare di Colfiorito
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Classe II e III con
Luca Bertini
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Classe IV e V con Alessio
Biagiotti
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II circolo, Istituto Comprensivo
Piermarini
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Scuola Elementare di Piermarini)
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Classe I A e IB con Studio ++
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Scuola Media Piermarini
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Classe IIE con Impossible
Site dans la rue
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COMUNE DI TREVI |
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ISTITUTO COMPRENSIVO T. VALENTI |
| SCUOLA
ELEMENTARE DI BORGO TREVI
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Classe I e II A con Franco
Fiorillo; Insegnante Referente: Cristina Grandoni
- Insegnante Coordinatrice: Cristina Garofani
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Laboratorio: Che
classe!
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Ecco
uno squadrone di bambini. Alti belli e fieri che fanno bella mostra di sé.
Sono le loro sagome. Il loro doppio fedele realizzato attraverso un lavoro
di cartotecnica. Un laboratorio dunque da certosini, fatto di equilibri,
ma soprattutto di un attento percorso di esplorazione e ricerca di sé e
dell’altro. Passando per la fotografia, la propria auto-rappresentazione
grafica, ma anche la rappresentazione dell’altro, ecco che piano piano
ha preso forma questa gioiosa classe. Un modo non solo per fare arte, ma
anche per imparare a fare gruppo nel rispetto di sé e dell’altro.
Per apprendere a progettare qualcosa insieme esplorando le risorse della
classe e le proprie capacità. Perché ci vuole arte…per imparare a fare
e imparare ad essere!
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Classe I e IIB con Giovo Piacentini; Insegnante Referente: Cristina Grandoni
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Laboratorio:
Conta scegliere (e io come sto?), Una stanza coi fiocchi
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Ecco
una “Stanza con i fiocchi”. Una stanza sì con tanti fiocchi che
invadono il tutto, ma sopratutto un luogo dove le cose vanno fatte sempre
al meglio! Ed ecco allora disseminati in questo spazio tanti indizi delle
mille e più attività svolte in questi tre bizzarri giorni tra giochi di
prestigio, creazioni artistiche e invenzione di storie. Un super poster
che rappresenta ciò che piace ai bambini e che contiene al suo interno
tutto ciò che apprezzano e amano. A terra, invece, pronte per essere
calpestate, tutte le cose di cui hanno paura e che proprio non piacciano.
E poi le tracce della storia di Petrolietto, il nipotino di Pinocchio,
ormai un ragazzaccio fatto di plastica (di petrolio, dunque) e non più di
legno. E le bombolette degli insetticida, inquinanti, perfidamente letali
per alcuni piccoli esserini, che diventano “per arte” bombolette salva
insetti. Le palettine, invece? Armi letali per le mosche che lasciano una
speranza alla possibile preda, ma solo se si è tiratori provetti! E tante
piccole altre strambe invenzioni e piccole magie che i bambini hanno
potuto vivere e sperimentare divertendosi e liberando le proprie energie
creative.
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SCUOLA ELEMENTARE DI SANTA MARIA IN
VALLE
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Classe I con Armida Gandini; Insegnanti
Referente: Maria Rosaria
Vollaro
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Laboratorio: Pietre
nel tempo
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Che
storia ci racconta un sasso? Cosa ci dice la sua superficie delle strade e
dei fiumi che ha percorso? E’ da queste semplici ma inedite domande che
ha preso vita questo laboratorio che ha portato i bambini ad esplorare il
territorio con altri occhi ed anche con un’altra sensibilità. Perché
fare arte può voler dire anche questo: svelare della realtà dei lati che
non si conoscono o che il quotidiano non ci lascia intravedere, mostrare
una sensibilità particolare per ciò che ci circonda. Ed ecco allora dei
disegni semplici e sinceri che ritraggono l’amico sasso nella sua
poetica essenzialità, e dei racconti in video e in scrittura che lasciano
trapelare l’ ‘intimo rapporto dei bambini con la natura nato in tre
giorni tra arte e racconto di sé.
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COMUNE DI PERUGIA
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ISTITUTO STATALE BERNARDINO DI BETTO
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Classe II con Giorgio Lupattelli;
Insegnante Referente: Marinella Caputo
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Laboratorio: ADHD
(Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder)
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Il
progetto di Giorgio Lupattelli ha esaminato la sindrome dell’ADHD o
ADD, meglio conosciuta come sindrome da deficit di attenzione e
iperattività. Sindrome propria dei nostri tempi. Siamo infatti talmente
tanto bombardati dai messaggi dei diversi mass media e dalle mille
stimolazioni del mondo contemporaneo che taluni non riescono più a
mantenere un livello di attenzione adeguato manifestando strani sintomi:
impossibilità a star fermi, continua necessità di cambiare attività,
incapacità di ascolto e ponderazione riflessiva dei problemi e delle
cose in generale. Tanto che, ormai, c’è una speculazione anche sui
medicinali per provvedere a questo grave problema.
L’argomento è stato rivisitato ed analizzato dai ragazzi tramite l’utilizzo
di un
linguaggio
pubblicitario che attinge direttamente dai mezzi di comunicazione di
massa, con l’elaborazione di due sorte di pubblicità progresso sia in
video che in poster.
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| COMUNE DI FOLIGNO
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| I
CIRCOLO |
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SCUOLA
ELEMENTARE DI S. CATERINA
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Classe IIA con Rebecca Agnes; Insegnanti
referenti Giovanna Marani, Giuseppina Pillotti
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Laboratorio:
Quello
che piace ai bambini che abitano nella città gioco accanto al bosco
sospeso
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Il
progetto di Rebecca Agnes si è basato sul tentativo di visualizzare la
rete delle relazioni che ci circonda e di cui siamo parte. Prendendo
coscienza che niente e nessuno è realmente isolato, ma esiste anche
grazie ad un interscambio di relazioni con l’altro, i bambini hanno
concepito una mappa che palesa certe connessioni. Tramite la realizzazione
di disegni autobiografici collegati tra loro da vari fili colorati, si è
cercato di illustrare tali relazioni e lo schema ha preso corpo. Ma poi,
queste relazioni, dove prendono corpo? Ma in una città, ovviamente,
quella costruita dai bambini attraverso un gioco dove le strade e le vie
cambiano continuamente morfologia. O in un bosco sospeso, ai margini della
realtà, ma in un luogo incantato che si chiama fantasia.
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Classe IIB con Piotr Hanzelewicz; Insegnanti
referenti: Maria Mancini e Maria Cristina Nati
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Laboratorio: Tutte le cose (invisibili)
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Con
Piotr Hanzelewicz i ragazzi sono andati alla ricerca di elementi che
potessero “dar forma” al concetto di invisibilità. L’attività si
è basata perciò sul giocare a rendere invisibili oggetti, persone o sé
stessi ma anche ottenendo particolari effetti di visibilità mettendo in
gioco elementi astratti o trasparenti. Tante le attività ed esplorazioni.
Dal nascondimento sotto tempera nera di disegni prima elaborati e di cui i
bambini serbano il segreto, all’elaborazione della formula
dell’invisibilità. Ma se proprio non riuscite a trattenere la
curiosità e volete scoprire qualche segreto dei bambini o dei loro
lavori, un segreto c’è: prendete la torcia attaccata a parete,
accendetela e passatela vicino ai fogli apparentemente bianchi.
Scoprirete messaggi, disegni, e tanta poesia.
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Classe IIC con Alessia Armeni; Insegnanti
referenti: Clara Fiordiponti, Silvia
Severi Pierini
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Laboratorio:
Un mondo di rifiuti
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Il laboratorio di Alessia Armeni ha puntato al
raggiungimento di un obiettivo tutto ecologico. I ragazzi, attraverso la
realizzazione di un paesaggio composto da rifiuti del quotidiano
(prevalentemente le buste di plastica per la raccolta della immondizia) ,
hanno esaminato il problema dell’inquinamento, dell’uso sconsiderato
delle risorse che condurrà alla scomparsa della natura e dei suoi ritmi.
Per scoprire in ultimo che con un po’ di fantasia ed abilità, anche la
cosa apparentemente meno artistica del mondo può dar luce ad un bel
paesaggio e a bei quadroni.
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Classe IIID con
Paride Petrei; Insegnanti referenti:
Armandina Antinori, Maila Morelli
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Laboratorio:
Dal
più al meno
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Il
laboratorio condotto da Paride Petrei è partito da alcune considerazioni
sulla luce: i ragazzi, dopo aver notato che all’interno dello spazio la
distribuzione della luce e quindi dell’energia non è uniforme, hanno
cercato dirottare la luce là dove non c’era e viceversa tramite la
realizzazione di manufatti specchianti collocati in modo strategico. Gli
alunni hanno elaborato tali effetti con l’utilizzo di materiali di
riciclo, creando piccole sculture e ricoprendo il proprio corpo
utilizzando della carta stagnola riflettente. In questo modo hanno
direzionato e deviato il percorso di un raggio di luce.
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Classe VA con Gino
Sabatini Odoardi; Insegnante Referente Marco Mattioli, Claudia Sensi
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Laboratorio:
Album
Bianco (Neo-scultura)
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Il
laboratorio condotto da Gino Sabatini Odoardi si ispira direttamente alle
opere in termoformatura dell’artista. I ragazzi hanno imprigionato gli
oggetti sotto uno strato di carta e tempera mediante la modellazione, così
da realizzare una nuova superficie a rilievo, ottenendo in questo modo
delle sculture-bassorilievi bianchi secondo una nuova concezione. Hanno
dato così vita ad un riciclaggio ecologico, inteso anche come recupero
della memoria attraverso un linguaggio contemporaneo. Dove le cose sono
come congelate nel tempo e musealizzate. Una sorta di tempio della
memoria….Per non disperdere. E non sprecare.
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Classe IV B con Oscar Accorsi; Insegnante
Referente: Lara
Aristei,
Laura
Bergutti |
| Laboratorio:
Bassissimi rilievi
(dove l’occhio non arriva…) |
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Il
laboratorio condotto da Oscar Accorsi si è basato sulla riflessione
dell’artista riguardo al bassorilievo, mettendone in discussione i
classici aspetti formali. Riducendo i livelli e di conseguenza
l’incisione che la luce ha su di essi, i ragazzi hanno tentato di
mettere in discussione la percezione usuale della superficie a rilievo,
portando l’osservatore a fare qualche sforzo nel cercare delle immagini
che, al contrario, sono facilmente reperibili nella società di oggi. Il
pensiero ecologico sta proprio in questo allontanamento delle immagini da
chi guarda.Rinunciando ai colori, utilizzando solo il bianco, gli alunni
hanno provato ad immaginare cos’altro può bilanciare una composizione
usualmente poco impegnativa per la nostra vista e cosa può provocare in
colui o colei che guarda.Insomma, una lezione non solo di arte e tecnica,
ma anche di vita. Perché diciamolo, il messaggio è: chi vuol ben vedere,
deve anche esser bravo a guardare! Buona osservazione, dunque.
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Classe VC con Lisa Wade; Insegnante Referente: Marcella
Cappuccini, Paola Marussi, Bianca Nunzi |
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Laboratorio: World Reset |
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Il
laboratorio si basa su un’analisi del quotidiano, attraverso la
raccolta e la visione di immagini prese da giornali e riviste. I ragazzi
hanno cercato di modificare, in maniera critica, ciò che hanno
percepito come sgradevole attraverso un intervento attivo ed immediato
sul materiale raccolto da ognuno con colori, scritte, collages e
cancellature. Gli alunni hanno esaminato la cultura visiva che li
circonda, riconoscendogli un forte potere, in modo tale da immaginare un
mondo diverso che non abusa degli occhi e delle menti. E dunque: via,
cancelliamo dalle immagini ciò che non ci piace ed aggiungiamo invece
ciò che vorremmo e preferiremmo! E voi, cosa avreste cancellato ed
aggiunto?
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SCUOLA ELEMENTARE DI BORRONI
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Classe IIA e IIB con
Esibisco;
Insegnante Referente: Concetta Mastrodicasa, Maria Grazia Paolini,
Francesca Sardisco, Anna Maria Merlini,
Antonella Ghinassi
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Laboratorio:
RUMINAMUNARI
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Il
laboratorio che ha coinvolto gli alunni delle due classi, si è
inspirato direttamente al metodo progettuale di Bruno Munari, artista,
designer, insegnante e genio del XX secolo.
I bambini hanno realizzato degli elaborati, guidati dalla
curiosità e dal gioco; un progetto divertente che li ha visti
protagonisti di un vero e proprio laboratorio “work in progress”,
durante il quale hanno potuto sviluppare la loro fantasia ed
immaginazione. Il risultato? Dei divertenti libricini che raccolgono il
loro immaginario e l’indagini sulle diverse possibilità della
comunicazione visiva...
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ISTITUTO COMPRENSIVO DI BELFIORE |
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SCUOLA ELEMENTARE DI BELFIORE
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Classi IV A e IV B con Conceptinprogress; Insegnanti
referenti: Daniela Agostinelli
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Laboratorio:
Disegna!
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Questo
laboratorio ha cercato di incentivare i ragazzi al disegno, come il mezzo
di espressione più antico, stimolandoli a comunicare anche attraverso
mezzi non ortodossi, magari inventati da loro, senza le imposizioni delle
regole del bello ma spingendo a trovare un’estetica e una profondità
anche in segni e cose su cui solitamente la nostra attenzione non si
sofferma. Ecco allora che un disegni astratti sono nati dalle orme
lasciate da alcune macchinine giocattolo le cui ruote sono state intinte
nell’inchiostro. Altri, invece sono stati realizzati utilizzando delle
matite a mo’ di protesi delle proprie dita creando mille righe e tratti
paralleli e sinergici. E ancora, i mostri, disegnati con la mano sinistra,
si scoprono improvvisamente più mostruosi ed efficaci. Insomma,
un laboratorio eccezionale nei modi e negli esiti: per imparare a
collaborare e a liberare energie creative e per capire e non dimenticarsi
che l’arte non è solo nel bel fare e nel bel rappresentare, ma è
soprattutto nella capacità di saper vedere il mondo con occhi diversi e
creativi e non finire mai di esplorare ciò che ci circonda.
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| SCUOLA
ELEMENTARE DI SAN GIOVANNI PROFIAMMA
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| Classe I e II con
DDM (Daniela di Mauro) e Enzo Calibè; Insegnanti
referenti:Sabrina
Naty, Lucia Silvestrini
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Laboratorio: My word.My world
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Nel
laboratorio di Daniela Di Maro, i bambini hanno condotto una riflessione
sul potere che hanno i mass media di stravolgere e modificare la
percezione della realtà. I bambini sono stati coinvolti ad esprimere
liberamente i propri pensieri sulla condizione del loro mondo interiore
ed esteriore”. Il tutto è confluito in un particolare video dove i
bambini-televisione si incontrano e confrontano. Per intuire attraverso
il gioco e la creatività, come i sistemi di comunicazione di massa
possono modificare il nostro modi di percepire le cose e possano anche
far perdere di vista le reali necessità e inclinazioni di ciascuno.
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| SCUOLA
ELEMENTARE DI COLFIORITO
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Classe II e III con
Luca Bertini; Insegnanti
referenti:
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Laboratorio:
Pronto?
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In
questo laboratorio i bambini hanno indagato le diverse strategie creative
degli artisti provando differenti approcci alla “creazione”.
Gli
alunni hanno cercato di trasformare delle storie già esistenti,
miscelandole insieme e ricreando dei personaggi fantastici nati dalla
commistione di più personalità, fissate in vari manufatti (statuine di
argilla, libricini di racconti, disegni…). E poi si sono preparati a
recitare la loro storia
Nell’ultima
fase del lavoro, infatti, i bambini dovevano raccontare a degli adulti
sconosciuti le loro storie. Ma gli adulti saranno stati ad ascoltarli?
C’è ancora un dialogo tra giovani e bambini? E la favola può essere
ancora un campo di incontro tra generazioni diverse anche attraverso gli
strumenti della nuova tecnologia?
Provate
ad ascoltare queste strane registrazioni e a vedere cosa accade quando un
adulto si imbatte nella voce di un bambino….
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Classe IV e V con Alessio
Biagiotti; Insegnanti
referenti:
Maria
Vittoria Cucchiarini, Monia
Ventura, Maria
Laura Buglioni
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Laboratorio;
VOI Littering, NOI
empaquetage |
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Il
progetto di Alessio Biagiotti si inspira direttamente ai primi lavori del
noto artista Christo che aveva la mania di impacchettare tutto, dalla cosa
più piccola al palazzo più imponente. Nel laboratorio, dunque, i bambini
hanno raccolto materiali di riciclo e li hanno trasformati in strutture
complesse assemblandoli tramite “impacchettamento”. Questi oggetti
d’uso quotidiano, pronti solo per essere buttati, che in sé non
posseggono nulla che li possa far leggere come opere d’arte, grazie a
questa semplice ma significativa operazione hanno assunto un significato
diverso. Sono diventate strutture futuribili. Progetti di un improbabile
ma divertente parco giochi. E dunque …Tutti sulla stravagante navicella
spaziale o ad arrampicarsi su una gigantesca struttura.
Naturalmente…fatta ad arte!
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ISTITUTO
COMPRENSIVO PIERMARINI
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SCUOLA
ELEMENTARE PIERMARINI
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Classe I A e IB con Studio ++;
Insegnanti
referenti: Maria Luisa Proietti,
Patrizia Tavernelli
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Laboratorio:
La
nostra città
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Il
progetto si è basato sulla realizzazione di una città che i bambini
hanno costruito inspirandosi direttamente al modello tipo delle formazioni
urbane, ma soprattutto rielaborando propri vissuti ed esperienze. Gli
alunni quindi hanno ordinato strade, piazze, edifici ed hanno ricreato
delle opere d’arte pubbliche tramite la scelta di oggetti di uso comune
o per loro significativi, introducendo così l’estetica del ready-made.
Ma soprattutto il laboratorio è stato un campo di esplorazione delle
relazioni tra i bambino, un modo per scoprirsi attraverso altri occhi e
altri mezzi. Perché questa è la loro città, quella che desidererebbero
e il cui nome delle vie è strettamente legato alle loro esperienza e alle
loro emozioni…Insomma, andando ad esplorare questa città, troverete la
piazza intitolata alla pace tra Dama e Salvatore perché lì si è firmato
un armistizio, e la piazza degli artisti, perché c’era da fare un
omaggio a quei 3 strani tizzi che hanno reso speciali tre giorni di non
ordinaria scuola. E ancora, ancora, ancora…
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SCUOLA MEDIA PIERMARINI
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Classe IIE con Impossible
Site dans la rue; Insegnanti
referenti:Elvira
Guglielmi
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Laboratorio:Scattinscatola
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IMPOSSIBLE
SITES dans la rue ha realizzato un laboratorio fotografico dedicato al
paesaggio urbano, ai suoi abitanti e ai luoghi impossibili, spazi
pubblici, contesti cioè in cui esistono barriere di ogni forma e genere.
I ragazzi hanno affrontato una rilettura, attraverso la fotografia, dei
luoghi del loro quartiere,
indagando gli spazi secondo un’osservazione creativa e fermandone
l’istante con il foro stenopeico da loro realizzato su vecchie scatole
di latta: un semplice foro posizionato come obiettivo al centro di un lato
di quella che si trasformerà in macchina fotografica. Il
laboratorio ha inoltre visto protagonisti i ragazzi nel successivo
sviluppo delle pellicole in camera oscura. Gli
alunni hanno analizzato le problematiche legate al vivere lo spazio
pubblico, la città ed i suoi limiti, divenendo artefici della
trasformazione del proprio territorio e sollecitando una migliore presa di
coscienza del proprio ruolo e del proprio potenziale sociale.
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