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                              didattica e laboratori di sperimentazione creativa

                                      

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Partecipanti

 

 

   

COMUNE DI TREVI

COMUNE DI CASTEL RITALDI

Scuola Elementare di Borgo Trevi

Scuola Elementare di Castel Ritaldi

Classe I con  Romano Bertuzzi

Classi I-II-III-IV con Leonora Bisagno e Franco Menicagli

Scuola Elementare di Trevi

 

Classe I con  Marco Antonecchia

 

Scuola Elementare di S. Maria in Valle

 

Classe I con Chiara Camoni

 

 

COMUNE DI FOLIGNO

COMUNE DI CAMPELLO SUL CLITUNNO

Scuola Elementare di S. Caterina 

Scuola Media di Campello sul Clitunno

Classi IV A-B con Alterazioni Video

Classi I A-B con l’artista Giorgio Lupattelli

Classe IV C con gli Hidalgo Taller

 

Classe IV D con l’artista Pietro Pintadu

 

Scuola Elementare di BorronI

 

Classi IVA e IVB con Giuseppe Stampone

 

Scuola Media G. Piermarini di Foligno

 

Classe  II D  con Viaindustriae

 

Classe  I C con l’artista Anila Rubiku

 

 

 

COMUNE DI COLFIORITO

 

Scuola Elementare di Colfiorito

 

Classe V con  Fabrizio Segaricci

 

Scuola Media di Colfiorito

 

Classe I C con l’artista Enrico Vezzi
 

 

 

OFFICINE DELL’UMBRIA_07-

 

Nel 2007, come negli anni passati, Officine dell’Umbria continua a riscuotere successi tra il pubblico in generale e tra gli studenti in particolare. La novità della IV edizione è stata l’estensione del progetto anche alle prime elementari, con programmi appositamente studiati. Un'avventura. quella di avvicinare all’arte anche i bambini più piccoli. che ha avuto esiti sorprendenti per l'incredibile ricettività al nuovo dei più piccoli e la qualità estetica ed emotiva dei lavori svolti.

 

 

Scuola Elementare di Borgo Trevi

 

Classe I con Romano Bertuzzi                               Insegnante referente: Cristina Grandoni
Laboratorio: Le paure e il rito del fuoco

 

Lavorare sulle paure per liberarsene e viverre nello spazio della serenità. Questo il nucleo centrale del laboratorio. Gli alunni, durante le prime due giornate, hanno dovuto realizzare singolarmente dei disegni delle loro paure. Prima quelle più comuni e da bambini: la paura della strega, dei fantasmi, del coccodrillo. Per approdare a quelle più vere e profonde come la paura della morte e dell’abbandono. Infine, l’ultimo giorno, con l’accensione di un falò, tutte queste paure sono state  bruciate riportando alla luce i sentimenti e gli aspetti positivi della vita molto spesso annullati da una società inondata da valori effimeri. Grazie alla collaborazione collaborazione dell’intero corpo insegnanti, inoltre, questa esperienza si è estesa all’intera scuola per cui tutti i bambini hanno prodotto e quindi bruciato le loro “paure”.

Il laboratorio ha stimolato la creatività dei bambini nella produzione di immagini capaci di trasmettere emozioni. Tuttavia, la sua importanza non risiede tanto nella qualità estetica delle opere prodotte, quanto piuttosto nel percorso. Un itinerario intenso, per permettere ai bambini di riconoscere le proprie emozioni, nominarle, dargli voce, e in qualche modo riuscire con un atto simbolico ad esorcizzare quelle negative e proiettarsi totalmente in quelle positive.

 

 

Scuola Elementare di Trevi

 

Classe I con  Marco Antonecchia                             Insegnante referente: Domenica Zafrani

Laboratorio: Ahia

 

Ogni bambino ha lavorato alla produzione di un suo piccolo video della durata di circa un minuto che racconta vicende della propria vita legate al dolore fisico (cadute, piccoli incidenti domestici, operazioni ecc..). Passando attraverso la fase del racconto e della condivisione, per arrivare alla realizzazione dei video, ciascuno di loro ha proceduto con la schematizzazione delle scene, alla definizione dello storyboard, quindi alla scelta dei caratteri grafici, della musica ecc. I prodotti finali sono dei mini spot che, liberi da ogni stereotipo di tipo mediatico o estetico, raccontano quelle che sono immagini ed espressioni di un mondo  interiore che spesso rimangono inespresse.

Il workshop ha mirato a potenziare le capacità espressivo-comunicative e a far sì che il bambino venisse stimolato alla produzione di “immagini” e “storie” che trasmettessero idee, emozioni e pensieri.

Scuola Elementare di S. Maria in Valle

 

Classe I con Chiara Camoni                           

Laboratorio: Piccola Collezione

 

Scopo del laboratorio è stato quello di creare una specie di wunderkammer, ovvero una stanza delle meraviglie, una raccolta di quegli oggetti curiosi che i bambini vorrebbero trovare nel loro museo ideale. Questa stanza delle meraviglie ricorda le collezioni medievali e rinascimentali, in cui si univano dipinti e sculture accanto ad animali imbalsamati, reliquie, reperti archeologici e in generale tutto ciò che, bizzarro e insolito, destava stupore. I bambini hanno ripercorso, con linguaggio semplificato e fiabesco, la storia della nascita del museo ed hanno dato vita al loro museo ideale, il quale, in fondo, è anche una rappresentazione della classe stessa. Gli oggetti esposti sono stati realizzati con elementi trovati in natura e poi  modificati (es. un sasso, un ramo) oppure sono stati interamente realizzati dai bambini con materiali quali creta e tempere.

Scuola Elementare di S. Caterina 

 

Classi IV A-B con Alterazioni Video                                  

Laboratorio: ABC Tg

 

Al loro secondo anno di sperimentazione artistica, i bambini delle due classi di S.Caterina hanno sviluppato ulteriormente la ricerca avviata nell’edizione 2006 sull’animazione video. Nei tre giorni di lavoro hanno utilizzato successione di fotografie, cartelloni e disegni realizzati alla lavagna con gessetti colorati per realizzare i supporti visivi utili al montaggio di un TG surreale e fantasioso. Ideatori, sceneggiatori, registi, allestitori, costumisti, attori, fotografi, i bambini di S. Caterina hanno sperimentato una moltitudine di ruoli, mezzi e possibilità espressive. Il tutto è poi stato ripreso e montato grazie al lavoro di scrittura e di editing di Alterazioni Video. Il risultato: delle ironiche e svagate storie che ci parlano dei loro creatori e di un mondo fantastico e creativo.

Classe IV C con gli Hidalgo Taller                            

Laboratorio: La capacità di rappresentazione del linguaggio 

 

L’obiettivo generale del laboratorio è stato quello di far acquisire ai ragazzi, attraverso una serie di esercizi aventi come tema quello dei fenomeni comunicativi, la consapevolezza dei gesti quotidiani, sui quali solitamente non viene posta attenzione. La parola e la narrazione sono di per sé potenziali creatori di immagini, al di là del loro carattere realistico o astratto. Entrambe, implicite nella natura umana, assumono caratteristiche diverse a seconda del vissuto di ognuno, producendo immagini personali, indipendenti e private. Partendo dalla convinzione che la descrizione è nata come un metodo per concretizzare un’idea, dimensionare uno spazio o il tempo, nel laboratorio si è partiti da immagini verbali per arrivare ad un’immagine fisica. Proponendo così una storia e la descrizione di un paesaggio, i  bambini hanno rappresentato visivamente la narrazione e proposto una singolare e personalissima iconografia del racconto.

Classe IV D con l’artista Pietro Pintadu                          

Laboratorio: Impalpabile Palpabile

 

L’intento del laboratorio è stato quello di insegnare ai bambini a scoprire le proprietà nascoste di ciò che ci circonda, osservando con l’occhio scrutatore dell’artista. Attraverso la stimolazione dei cinque sensi, e partendo dalle semplici sensazioni da questi dettate, l’artista ha fatto ripercorrere ai bambini le esperienze legate alla nascita di un’opera d’arte.

La prima lezione è stata dedicata alla vista in quanto lo scopo del laboratorio è principalmente legato all’elaborazione di immagini.

Versando una goccia di inchiostro in un bicchiere trasparente, colmo d’acqua, il bambino ha esaminato e disegnato le diverse forme a cui l’inchiostro ha dato vita dissolvendosi. Questo esperimento mirava a scoprire l’immaginazione e la personalità del bambino.

La seconda lezione è servita invece a stimolare il gusto e  l’olfatto attraverso la degustazione di cibi e spezie (frutta, miele, sale, cacao ecc..). I bambini sono stati bendati uno alla volta durante l’assaggio, per poi disegnare ciò che solo il senso del  gusto aveva suscitato. Il disegno è stato accompagnato da un aggettivo per descrivere il gusto e da un colore per esprimere il profumo percepito dall’olfatto.

Durante la terza ed ultima lezione i protagonisti sono stati l’ udito e il tatto. Sempre tramite il disegno il bambino ha rappresentato, stimolando la propria immaginazione, le sensazioni tattili e le esplorazioni sonore vissute.

Scuola Elementare di BorronI

 

Classi IVA e IVB con Giuseppe Stampone                 

Laboratorio: Acquarelli per non sprecare la vita 

 

Il laboratorio è nato con l’intento di sviluppare le coscienze dei bambini sul tema del risparmio energetico, e nello specifico, della risorsa acqua. Il lavoro è stato incentrato per 2 giorni sulla realizzazione di un autoritratto utilizzando delle bottiglie e dei materiali di riciclo. In questo modo si è andata in realtà sviluppando una sorta di identificazione tra la cura di sé e la cura e l’importanza  delle risorse idriche. Queste opere sono poi state fotografate per realizzare un manifesto che è stato inserito all’interno di un progetto internazionale. Al terzo giorno, avvalendosi della collaborazione di un registra l’artista ha guidato i bambini nella realizzazione di spot, nei quali ogni alunno è stato  invitato a spiegare i motivi per cui l’acqua è importante.

Scuola Media G. Piermarini di Foligno

 

Classe  II D  con Viaindustriae                                 Insegnante referente: Elvira Guglielmi

Laboratorio:  NUOVA CARTELLA

 

NUOVA CARTELLA è una sorta di slogan per una nuova scuola, orientata alla sperimentazione ed ai modelli indotti dalle tecnologie informatiche. Il percorso didattico è concepito per esplorare nuovi modelli spaziali e metodi creativi di archiviazione e selezione delle immagini. Viene chiesto ai ragazzi di progettare a scuola una “nuova cartella” (intesa come contenitore, scatola-archivio ) che contenga all’interno oggetti, pensieri, immagini proprie ed all’esterno un nome, una icona, un colore e uno schema in pianta per una nuova disposizione spaziale della classe. E’ stata quindi montata la scatola come contenitore neutro poi, dopo aver sperimentato la trasformazione spaziale dell’aula, sono stati suggeriti agli alunni percorsi di selezione di oggetti (un oggetto trovato per caso, un oggetto a reazione poetica, un frammento, un oggetto che generalmente sta sempre fuori posto, un oggetto di design/anonimo, un oggetto di cui non si capisce l’uso ) che poi sono stati archiviati. La selezione e la scoperta reciproca di oggetti insoliti e, soprattutto, la loro inconsueta presenza a scuola ha provocato e innescato i primi processi di partecipazione e conoscenza. Le cartelle poi sono state nominate per rappresentare gli oggetti/documenti contenuti all’interno e connotate graficamente con “icone personalizzate” e un colore preferito. Alla fine come ultimo modello spaziale e di lavoro si sono uniti i banchi al centro della stanza a formare una piattaforma, la grande “scrivania/desktop”.

La posizione e dislocazione ordinata e funzionale delle “nuove cartelle” nella scrivania costruiscono la nuova architettura dell’aula/laboratorio della classe II D.

Classe  I C con l’artista Anila Rubiku                      Insegnante referente: Regina Fantauzzi

Laboratorio:  Nuove mappe di città - siamo noi gli Architetti/Urbanisti

 

Il laboratorio è nato con l’intento di affrontare con i ragazzi le tematiche dello spazio urbano. A partire da una riflessione sul panorama cittadino che quotidianamente attraversano, i ragazzi hanno dovuto realizzare le mappe dei tracciati che solitamente percorrono. Le mappe (realizzate attraverso la foratura della carta con punteruolo) ben lontane dall’essere rappresentazioni realistiche e scientifiche degli spazi, sono diventate riflessi di vissuti ed esperienze dello spazio urbano differenti ed anomale poiché espressione di visioni soggettive e relative. I singoli elaborati sono stati in seguito uniti insieme per realizzare una suggestiva installazione polifonica. Ad affiancamento della grande mappa dei loro spazi e delle loro traiettorie sono anche stati inseriti i ritratti di chi quei percorsi quotidianamente li vive e pratica.

Attraverso questo laboratorio si è cercato di potenziare l’immaginazione e la capacità espressivo-creativa a partire da una riflessione sui molteplici messaggi visivi che l’ambiente, soprattutto le città con le loro particolarità urbanistiche e architettoniche, trasmettono ma che spesso non trovano un esito concreto nella creatività.

Scuola Elementare di Castel Ritaldi

 

Classi I-II-III-IV con Leonora Bisagno e Franco Menicagli                   

Laboratorio: A nostra misura

 

L’idea del laboratorio nasce da una riflessione su Castel Ritaldi città della fiaba e sulla possibilità dei bambini di  essere con la loro fantasia partecipi della propria comunità di appartenenza. Si è cercato di fare uscire la creatività dei bambini fuori delle mura domestiche e della scuola per coinvolgere la cittadinanza. Sperimentando molteplici esperienze (quali: la narrazione, la scrittura, la performance, l’installazione urbana e il gioco interattivo), i bambini hanno dapprima creato e ritagliato sagome di sé stessi, per poi trascriverci frammenti di fiabe e soluzioni possibili andando a realizzare una fiaba interattiva a molteplici varianti. Le sagome dei bambini, sono poi state inserite nel contesto urbano, ad esempio sedute su una panchina, all’angolo di una strada, ecc…trasformando Castel Ritaldi in un paese delle fiabe, a misura di bambino, in cui la fantasia regna sovrana e, soprattutto, dove anche i più giovani possono essere parte attiva, diversamente ma al pari dei grandi.

Scuola Elementare di Colfiorito

 

Classe V con  Fabrizio Segaricci                         Insegnante referente: Ines Marazzani

Laboratorio: Da cosa nasce casa

 

Il laboratorio si è posto come continuazione e sviluppo del lavoro avviato nel 2006 con la stessa classe nel quale, grazie ad un programma virtuale della LEGO, i ragazzi avevano “costruito” delle case alternative, frutto della loro fantasia. L’opera finale consisteva in un video nel quale queste case si componevano e scomponevano in successione.

Quest’anno è stata offerta ai bambini la possibilità di mettere in gioco la loro manualità e sviluppare materialmente le “loro” case. Costruzioni anche fantastiche, capaci di esprimere con la forma e i materiali impiegati la personalità dei loro creatori. Con una progettualità aperta, ogni bambino ha dovuto formulare il proprio progetto di casa e reperire i vari materiali di recupero necessari alla sua realizzazione. In seguito si è passati  alla fase esecutiva e all’ipotesi allestitiva. L’insieme delle case realizzate è  diventato allora un villaggio colorato, fantastico, capace di ricostruire un mondo ideale e surreale. La loro collocazione spaziale, inoltre, ricalca i principi della “percorribilità dei percorsi”. Un concetto matematico “democratico”, se vogliamo, per il quale ogni abitazione è in potenziale relazione con l’altra e tutte le case sono unibili senza la necessità di ripassare per le stesse strade.

Scuola Media di Colfiorito

 

Classe I C con l’artista Enrico Vezzi          Insegnante referente: Marina Buriani   

                                                               In collaborazione con il Museo dei Pleistini di Colfiorito

Laboratorio: Museo Spontaneo

 

Il lavoro con Enrico Vezzi si è concentrato sull’idea e il concetto di Museo, ricollegandosi, in particolare, al Museo dei Plestini che si trova proprio a Colfiorito, sede del laboratorio. Dall’idea primaria di realizzare in classe una sorta di “Museo Spontaneo”, un luogo, cioè, capace di ospitare e mostrare oggetti significativi e che, in qualche modo, acquistino un significato esemplare, si è arrivati all’idea di realizzare una sorta di Museo dei Plestini del Duemila, dove gli oggetti scelti dai ragazzi sono presentati come reperti di oggetti di oggi ritrovati dagli uomini del futuro. I ragazzi hanno dunque scelto qualcosa di importante per ciascuno, qualcosa che, per il suo valore universale, avrebbe dovuto meritare di essere conservato in un museo. Le opere, corredate dalle didascalie e dalle motivazioni di ognuno per l’oggetto scelto, sono state disposte in una mostra allestita dagli stessi ragazzi. Lo scopo del workshop è stato quello di far vivere e sperimentare agli alunni il percorso che l’opera intraprende dal momento in cui viene ideata fino a quando viene consacrata in un museo. Le opere prodotte in classe, con i relativi materiali didascalici, sono state disposte in una teca, come in un reale museo archeologico. In mostra si possono vedere le immagini dell’allestimento realizzato a Colfiorito proprio in sede mussale e un book con le schede e le motivazione di ogni singolo oggetto/reperto.

Scuola Media di Campello sul Clitunno

 

Classi I A-B con l’artista Giorgio Lupattelli                  Insegnate referente: Dario Lupparelli

Laboratorio: La mancanza d'acqua uccide

Video Vincitore del I Premio del Concorso CO.RE.COM 

festival nazionale di produzione televisiva "SORELLA ACQUA"

   

 

Il laboratorio ha inteso sviluppare, negli studenti, una coscienza su una  tematica fondamentale per i nostri giorni: la tutela delle risorse idriche. Un messaggio di cui loro stessi sono divenuti messaggeri e promotori attraverso la realizzazione di spot pubblicitari e manifesti “progresso”. Il lavoro è nato da un confronto con i ragazzi stessi, i quali si sono cimentati nel ruolo di attori nonché di registi. Per la realizzazione del video hanno inoltre dovuto reperire una serie di immagini di repertorio pertinenti per illustrare i danni e lo sconcertante dolore provocato dalla carenza di acqua. Hanno quindi provveduto anche alla definizione della musica, degli slogan, del carattere tipografico selezionato. In questo modo i ragazzi hanno fatto proprie le fasi della realizzazione di un video ovvero la sceneggiatura, le inquadrature e il montaggio… Un lavoro che ha cercato contemporaneamente di sensibilizzare i ragazzi ai problemi attuali e di potenziare le loro capacità espressivo-comunicative, oltre che stimolare la loro creatività.

 
 

 

 

 

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