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O.U._2007
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2004 2005
2006 2007
2008 2009
2010
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Partecipanti
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COMUNE
DI TREVI
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COMUNE
DI CASTEL RITALDI |
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Scuola
Elementare di Borgo Trevi
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Scuola Elementare
di Castel Ritaldi
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Classe
I con Romano Bertuzzi
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Classi I-II-III-IV con Leonora Bisagno e
Franco Menicagli
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Scuola
Elementare di Trevi
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Classe
I con Marco Antonecchia
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Scuola
Elementare di S. Maria in Valle
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Classe I con Chiara Camoni
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COMUNE DI FOLIGNO
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COMUNE
DI CAMPELLO SUL CLITUNNO
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Scuola
Media di Campello sul Clitunno
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Classi
IV A-B con Alterazioni Video
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Classi
I A-B con l’artista Giorgio Lupattelli
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Classe IV C con gli Hidalgo Taller
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Classe
IV D con l’artista Pietro Pintadu
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Scuola
Elementare di BorronI
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Classi IVA e IVB
con Giuseppe
Stampone
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Classe
II D con
Viaindustriae
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Classe
I C con l’artista Anila Rubiku
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COMUNE DI
COLFIORITO
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Scuola Elementare
di Colfiorito
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Classe V con Fabrizio Segaricci
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Scuola
Media di Colfiorito
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Classe I C con l’artista Enrico Vezzi
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OFFICINE
DELL’UMBRIA_07-
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Nel
2007, come negli anni passati, Officine dell’Umbria continua a
riscuotere successi tra il pubblico in generale e tra gli studenti in
particolare. La novità della IV edizione è stata
l’estensione del progetto anche alle prime elementari, con programmi
appositamente studiati. Un'avventura. quella di avvicinare all’arte anche
i bambini più piccoli. che ha avuto esiti sorprendenti per l'incredibile
ricettività al nuovo dei più piccoli e la qualità estetica ed emotiva
dei lavori svolti.
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Scuola Elementare di Borgo Trevi
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Classe
I con Romano Bertuzzi
Insegnante referente: Cristina Grandoni
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Laboratorio: Le
paure e il rito del fuoco
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Lavorare sulle paure per liberarsene e viverre nello spazio
della serenità. Questo il nucleo centrale del laboratorio. Gli alunni,
durante le prime due giornate, hanno dovuto realizzare singolarmente dei
disegni delle loro paure. Prima quelle più comuni e da bambini: la
paura della strega, dei fantasmi, del coccodrillo. Per approdare a
quelle più vere e profonde come la paura della morte e
dell’abbandono. Infine, l’ultimo giorno, con l’accensione di un
falò, tutte queste paure sono state bruciate riportando alla luce i sentimenti e gli aspetti positivi
della vita molto spesso annullati da una società inondata da valori
effimeri. Grazie alla collaborazione collaborazione dell’intero corpo
insegnanti, inoltre, questa esperienza si è estesa all’intera scuola
per cui tutti i bambini hanno prodotto e quindi bruciato le loro
“paure”.
Il laboratorio ha stimolato la
creatività dei bambini nella produzione di immagini capaci di
trasmettere emozioni. Tuttavia, la sua importanza non risiede tanto
nella qualità estetica delle opere prodotte, quanto piuttosto nel
percorso. Un itinerario intenso, per permettere ai bambini di
riconoscere le proprie emozioni, nominarle, dargli voce, e in qualche
modo riuscire con un atto simbolico ad esorcizzare quelle negative e
proiettarsi totalmente in quelle positive.
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Scuola
Elementare di Trevi
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Classe
I con Marco Antonecchia
Insegnante referente: Domenica Zafrani
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Laboratorio:
Ahia
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Ogni bambino ha lavorato alla produzione di un suo piccolo
video della durata di circa un minuto che racconta vicende della propria
vita legate al dolore fisico (cadute, piccoli incidenti domestici,
operazioni ecc..). Passando attraverso la fase del racconto e della
condivisione, per arrivare alla realizzazione dei video, ciascuno di
loro ha proceduto con la schematizzazione delle scene, alla definizione
dello storyboard, quindi alla scelta dei caratteri grafici, della musica
ecc. I prodotti finali sono dei mini spot che, liberi da ogni stereotipo
di tipo mediatico o estetico, raccontano quelle che sono immagini ed
espressioni di un mondo interiore che spesso rimangono inespresse.
Il workshop ha mirato a potenziare
le capacità espressivo-comunicative e a far sì che il bambino venisse
stimolato alla produzione di “immagini” e “storie” che
trasmettessero idee, emozioni e pensieri.
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Scuola
Elementare di S. Maria in Valle
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Classe I con Chiara Camoni
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Laboratorio:
Piccola Collezione
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Scopo
del laboratorio è stato quello di creare una specie di wunderkammer,
ovvero una stanza delle meraviglie, una raccolta di quegli oggetti
curiosi che i bambini vorrebbero trovare nel loro museo ideale. Questa
stanza delle meraviglie ricorda le collezioni medievali e
rinascimentali, in cui si univano dipinti e sculture accanto ad animali
imbalsamati, reliquie, reperti archeologici e in generale tutto ciò
che, bizzarro e insolito, destava stupore. I bambini hanno ripercorso,
con linguaggio semplificato e fiabesco, la storia della nascita del
museo ed hanno dato vita al loro museo ideale, il quale, in fondo, è
anche una rappresentazione della classe stessa. Gli oggetti esposti sono
stati realizzati con elementi trovati in natura e poi modificati (es. un sasso, un ramo) oppure sono stati interamente
realizzati dai bambini con materiali quali creta e tempere.
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Scuola
Elementare di S. Caterina
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Classi
IV A-B con Alterazioni Video
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Laboratorio:
ABC Tg
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Al loro secondo anno di
sperimentazione artistica, i bambini delle due classi di S.Caterina
hanno sviluppato ulteriormente la ricerca avviata nell’edizione 2006
sull’animazione video. Nei tre giorni di lavoro hanno utilizzato
successione di fotografie, cartelloni e disegni realizzati alla lavagna
con gessetti colorati per realizzare i supporti visivi utili al
montaggio di un TG surreale e fantasioso. Ideatori, sceneggiatori,
registi, allestitori, costumisti, attori, fotografi, i bambini di S.
Caterina hanno sperimentato una moltitudine di ruoli, mezzi e possibilità
espressive. Il tutto è poi stato ripreso e montato grazie al lavoro di
scrittura e di editing di Alterazioni Video. Il
risultato: delle ironiche e svagate storie che ci parlano dei loro
creatori e di un mondo fantastico e creativo.
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Classe IV C con gli Hidalgo Taller
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Laboratorio:
La
capacità di rappresentazione del linguaggio
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L’obiettivo generale del
laboratorio è stato quello di far acquisire ai ragazzi, attraverso una
serie di esercizi aventi come tema quello dei fenomeni comunicativi, la
consapevolezza dei gesti quotidiani, sui quali solitamente non viene
posta attenzione. La parola e la narrazione sono di per sé potenziali
creatori di immagini, al di là del loro carattere realistico o
astratto. Entrambe, implicite nella
natura umana, assumono caratteristiche diverse a seconda del vissuto di
ognuno, producendo immagini personali, indipendenti e private. Partendo
dalla convinzione che la descrizione è nata come un metodo per
concretizzare un’idea, dimensionare uno spazio o il tempo, nel
laboratorio si è partiti da immagini verbali per arrivare ad
un’immagine fisica. Proponendo così una storia e la descrizione di un
paesaggio, i bambini hanno
rappresentato visivamente la narrazione e proposto una singolare e
personalissima iconografia del racconto.
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Classe
IV D con l’artista Pietro Pintadu
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Laboratorio:
Impalpabile
Palpabile
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L’intento
del laboratorio è stato quello di insegnare ai bambini a scoprire le
proprietà nascoste di ciò che ci circonda, osservando con l’occhio
scrutatore dell’artista. Attraverso la stimolazione dei cinque sensi,
e partendo dalle semplici sensazioni da questi dettate, l’artista ha
fatto ripercorrere ai bambini le esperienze legate alla nascita di
un’opera d’arte.
La
prima lezione è stata dedicata alla vista in quanto lo scopo del
laboratorio è principalmente legato all’elaborazione di immagini.
Versando
una goccia di inchiostro in un bicchiere trasparente, colmo d’acqua,
il bambino ha esaminato e disegnato le diverse forme a cui
l’inchiostro ha dato vita dissolvendosi. Questo esperimento mirava a
scoprire l’immaginazione e la personalità del bambino.
La
seconda lezione è servita invece a stimolare il gusto e l’olfatto attraverso la degustazione di cibi e spezie (frutta,
miele, sale, cacao ecc..). I bambini sono stati bendati uno alla volta
durante l’assaggio, per poi disegnare ciò che solo il senso del
gusto aveva suscitato. Il disegno è stato accompagnato da un
aggettivo per descrivere il gusto e da un colore per esprimere il
profumo percepito dall’olfatto.
Durante
la terza ed ultima lezione i protagonisti sono stati l’ udito e il
tatto. Sempre tramite il disegno il bambino ha rappresentato, stimolando
la propria immaginazione, le sensazioni tattili e le esplorazioni sonore
vissute.
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Scuola Elementare
di BorronI
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Classi IVA e IVB
con Giuseppe
Stampone
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Laboratorio:
Acquarelli per non sprecare la vita
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Il laboratorio è nato con
l’intento di sviluppare le coscienze dei bambini sul tema del risparmio
energetico, e nello specifico, della risorsa acqua. Il lavoro è stato
incentrato per 2 giorni sulla realizzazione di un autoritratto utilizzando
delle bottiglie e dei materiali di riciclo. In questo modo si è andata in
realtà sviluppando una sorta di identificazione tra la cura di sé e la
cura e l’importanza delle
risorse idriche. Queste opere sono poi state fotografate per realizzare un
manifesto che è stato inserito all’interno di un progetto
internazionale. Al terzo giorno, avvalendosi della collaborazione di un
registra l’artista ha guidato i bambini nella realizzazione di spot, nei
quali ogni alunno è stato invitato
a spiegare i motivi per cui l’acqua è importante.
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Scuola Media G.
Piermarini di Foligno
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Classe
II D con
Viaindustriae
Insegnante referente: Elvira Guglielmi
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Laboratorio:
NUOVA
CARTELLA
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NUOVA CARTELLA
è una sorta di slogan per una nuova scuola, orientata alla
sperimentazione ed ai modelli indotti dalle tecnologie informatiche. Il
percorso didattico è concepito per esplorare nuovi modelli spaziali e
metodi creativi di archiviazione e selezione delle immagini. Viene
chiesto ai ragazzi di progettare a scuola una “nuova cartella”
(intesa come contenitore, scatola-archivio ) che contenga all’interno
oggetti, pensieri, immagini proprie ed all’esterno un nome, una icona,
un colore e uno schema in pianta per una nuova disposizione spaziale
della classe. E’ stata quindi montata la scatola come contenitore
neutro poi, dopo aver sperimentato la trasformazione spaziale
dell’aula, sono stati suggeriti agli alunni percorsi di selezione di
oggetti (un oggetto trovato per
caso, un oggetto a reazione poetica, un frammento, un oggetto che
generalmente sta sempre fuori posto, un oggetto di design/anonimo, un
oggetto di cui non si capisce l’uso ) che poi sono stati
archiviati. La selezione e la scoperta reciproca di oggetti insoliti e,
soprattutto, la loro inconsueta presenza a scuola ha provocato e
innescato i primi processi di partecipazione e conoscenza. Le cartelle
poi sono state nominate per rappresentare gli oggetti/documenti
contenuti all’interno e connotate graficamente con “icone
personalizzate” e un colore preferito. Alla fine come ultimo modello
spaziale e di lavoro si sono uniti i banchi al centro della stanza a
formare una piattaforma, la grande “scrivania/desktop”.
La posizione e dislocazione ordinata e funzionale delle
“nuove cartelle” nella scrivania costruiscono la nuova architettura
dell’aula/laboratorio della classe II D.
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Classe
I C con l’artista Anila Rubiku
Insegnante referente: Regina Fantauzzi
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Laboratorio:
Nuove
mappe di città - siamo noi gli Architetti/Urbanisti
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Il laboratorio è nato con
l’intento di affrontare con i ragazzi le tematiche dello spazio
urbano. A partire da una riflessione sul panorama cittadino che
quotidianamente attraversano, i ragazzi hanno dovuto realizzare le mappe
dei tracciati che solitamente percorrono. Le mappe (realizzate
attraverso la foratura della carta con punteruolo) ben lontane
dall’essere rappresentazioni realistiche e scientifiche degli spazi,
sono diventate riflessi di vissuti ed esperienze dello spazio urbano
differenti ed anomale poiché espressione di visioni soggettive e
relative. I singoli elaborati sono stati in seguito uniti insieme per
realizzare una suggestiva installazione polifonica. Ad affiancamento
della grande mappa dei loro spazi e delle loro traiettorie sono anche
stati inseriti i ritratti di chi quei percorsi quotidianamente li vive e
pratica.
Attraverso questo laboratorio si è
cercato di potenziare l’immaginazione e la capacità
espressivo-creativa a partire da una riflessione sui molteplici messaggi
visivi che l’ambiente, soprattutto le città con le loro particolarità
urbanistiche e architettoniche, trasmettono ma che spesso non trovano un
esito concreto nella creatività.
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Scuola Elementare
di Castel Ritaldi
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Classi I-II-III-IV con Leonora Bisagno e
Franco Menicagli
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Laboratorio:
A nostra misura
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L’idea del laboratorio nasce da una riflessione su Castel
Ritaldi città della fiaba e sulla possibilità dei bambini di essere con la loro fantasia partecipi della propria comunità di
appartenenza. Si è cercato di fare uscire la creatività dei bambini
fuori delle mura domestiche e della scuola per coinvolgere la
cittadinanza. Sperimentando molteplici esperienze (quali: la narrazione,
la scrittura, la performance, l’installazione urbana e il gioco
interattivo), i bambini hanno dapprima creato e ritagliato sagome di sé
stessi, per poi trascriverci frammenti di fiabe e soluzioni possibili
andando a realizzare una fiaba interattiva a molteplici varianti. Le
sagome dei bambini, sono poi state inserite nel contesto urbano, ad
esempio sedute su una panchina, all’angolo di una strada,
ecc…trasformando Castel Ritaldi in un paese delle fiabe, a misura di
bambino, in cui la fantasia regna sovrana e, soprattutto, dove anche i
più giovani possono essere parte attiva, diversamente ma al pari dei
grandi.
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Scuola Elementare
di Colfiorito
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Classe V con Fabrizio Segaricci
Insegnante referente: Ines Marazzani
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Laboratorio:
Da cosa nasce casa |
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Il laboratorio si è posto come
continuazione e sviluppo del lavoro avviato nel 2006 con la stessa
classe nel quale, grazie ad un programma virtuale della LEGO, i ragazzi
avevano “costruito” delle case alternative, frutto della loro
fantasia. L’opera finale consisteva in un video nel quale queste case
si componevano e scomponevano in successione.
Quest’anno
è stata offerta ai bambini la possibilità di mettere in gioco la loro
manualità e sviluppare materialmente le “loro” case. Costruzioni
anche fantastiche, capaci di esprimere con la forma e i materiali
impiegati la personalità dei loro creatori. Con una progettualità
aperta, ogni bambino ha dovuto formulare il proprio progetto di casa e
reperire i vari materiali di recupero necessari alla sua realizzazione.
In seguito si è passati alla
fase esecutiva e all’ipotesi allestitiva. L’insieme delle case
realizzate è diventato
allora un villaggio colorato, fantastico, capace di ricostruire un mondo
ideale e surreale. La loro collocazione spaziale, inoltre, ricalca i
principi della “percorribilità dei percorsi”. Un concetto
matematico “democratico”, se vogliamo, per il quale ogni abitazione
è in potenziale relazione con l’altra e tutte le case sono unibili
senza la necessità di ripassare per le stesse strade.
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Scuola
Media di Colfiorito
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Classe
I C con l’artista Enrico Vezzi
Insegnante referente: Marina Buriani
In collaborazione con il Museo dei Pleistini di Colfiorito
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Laboratorio:
Museo Spontaneo
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Il lavoro con Enrico Vezzi si è concentrato sull’idea e il
concetto di Museo, ricollegandosi, in particolare, al Museo dei Plestini
che si trova proprio a Colfiorito, sede del laboratorio. Dall’idea
primaria di realizzare in classe una sorta di “Museo Spontaneo”, un
luogo, cioè, capace di ospitare e mostrare oggetti significativi e che,
in qualche modo, acquistino un significato esemplare, si è arrivati
all’idea di realizzare una sorta di Museo dei Plestini del Duemila,
dove gli oggetti scelti dai ragazzi sono presentati come reperti di
oggetti di oggi ritrovati dagli uomini del futuro. I ragazzi hanno
dunque scelto qualcosa di importante per ciascuno, qualcosa che, per il
suo valore universale, avrebbe dovuto meritare di essere conservato in
un museo. Le opere, corredate dalle didascalie e dalle motivazioni di
ognuno per l’oggetto scelto, sono state disposte in una mostra
allestita dagli stessi ragazzi. Lo scopo del workshop è stato quello di
far vivere e sperimentare agli alunni il percorso che l’opera
intraprende dal momento in cui viene ideata fino a quando viene
consacrata in un museo. Le opere prodotte in classe, con i relativi
materiali didascalici, sono state disposte in una teca, come in un reale
museo archeologico. In mostra si possono vedere le immagini
dell’allestimento realizzato a Colfiorito proprio in sede mussale e un
book con le schede e le motivazione di ogni singolo oggetto/reperto.
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Scuola
Media di Campello sul Clitunno
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Classi
I A-B con l’artista Giorgio Lupattelli
Insegnate referente: Dario Lupparelli
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Laboratorio:
La mancanza d'acqua uccide
Video
Vincitore del I Premio del Concorso CO.RE.COM
festival
nazionale di produzione televisiva "SORELLA ACQUA"
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Il laboratorio ha inteso
sviluppare, negli studenti, una coscienza su una tematica fondamentale per i nostri giorni: la tutela delle
risorse idriche. Un messaggio di cui loro stessi sono divenuti
messaggeri e promotori attraverso la realizzazione di spot pubblicitari
e manifesti “progresso”. Il lavoro è nato da un confronto con i
ragazzi stessi, i quali si sono cimentati nel ruolo di attori nonché di
registi. Per la realizzazione del video hanno inoltre dovuto reperire
una serie di immagini di repertorio pertinenti per illustrare i danni e
lo sconcertante dolore provocato dalla carenza di acqua. Hanno quindi
provveduto anche alla definizione della musica, degli slogan, del
carattere tipografico selezionato. In questo modo i ragazzi hanno fatto
proprie le fasi della realizzazione di un video ovvero la sceneggiatura,
le inquadrature e il montaggio… Un lavoro che ha cercato
contemporaneamente di sensibilizzare i ragazzi ai problemi attuali e di potenziare le loro capacità espressivo-comunicative, oltre che stimolare
la loro creatività. |
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