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                              didattica e laboratori di sperimentazione creativa

                                      

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Partecipanti

 

 
   

COMUNE DI FOLIGNO

COMUNE DI TREVI

Scuola Elementare di S. Caterina

Istituto Comprensivo Scolastico “T. Valenti” di Trevi

Classi III A-B con Alterazioni Video

Classe III A con  Salis & Vitangeli

Classe III C con Chiara Camoni

Classe III B con Mario Consiglio

Scuola Media G. Piermarini di Foligno

 

Classe I A con Justin Thompson e Bradley Treadaway

 

Classe I E con Giorgio Lupattelli

 

Scuola Elementare di Colfiorito

 

 

Classe IV con Fabrizio Segaricci e Chiara Segantini

Classe V con  Romano Bertuzzi

 

COMUNE DI GUALDO CATTANEO

Scuola Elementare di Gualdo Cattaneo

Classe IV con Alice Cattaneo

Classe IV B con Mauro Rescigno

Scuola Media di Gualdo Cattaneo

Classe III A con Marco Bernacchia

Classe III B con Lorenzo Carrara

 

Scuola Elementare di S. Terenziano

Classe V A-B con  Leonora Bisagno e Franco Menicagli

Scuola Media di S. Terenziano

Classe III con Pettena + Opplà 

 

 

 

OFFICINE DELL’UMBRIA_06

Giunto alla terza edizione, con un sempre maggior numero di scuole partecipanti, il laboratorio Officine dell’Umbria, vede la collaborazione di giovani artisti internazionali in grado di catturare l’interesse dei ragazzi mediante un linguaggio per loro estremamente familiare.

Scuola Elementare di Colfiorito

 

Classe IV con Fabrizio Segaricci e Chiara Segantini

Laboratorio: Siamo una sola casa

 

La casa costituisce un’appendice dell’identità dell’individuo estremamente forte e significante. Lo sanno bene i bambini di Colfiorito che, privati delle proprie abitazioni a causa del terremoto del 1997, hanno dovuto fare i conti con la sua mancanza, sia in termini materiali che psicologici. Il laboratorio è allora diventato, oltre che una divertente esperienza per assimilare tecniche artistiche digitali, anche l’occasione per riappropriarsi dell’idea dell’abitare. Con un software di costruzione in 3D essi hanno infatti dato forma a delle case-tipo virtuali. Cercando di superare lo stereotipo della semplice abitazione costituita da un cubo sormontato da un tetto piramidale, hanno ideato strane creature architettoniche. Tranquille case borghesi, ma anche avveniristiche case volanti, case-albero e case nomadi. Dimore capaci di rivelare, attraverso le loro specificità e stravaganze, l’identità di questi piccoli progettisti, i loro desideri, sogni e aspettative. Per farne nascere un bizzarro confronto tra case e cose, tra io e l’altro.

Classe V con Romano Bertuzzi

Laboratorio: PIETRE (io sono uguale all'altro)

 

Scopo primario del progetto è stato quello di far riavvicinare i bambini al contesto naturale, abbandonando la dimensione della casa e delle comodità che il progresso ha apportato nella vita quotidiana. Basando l’attività sul contatto fisico con la sfera del naturale, attraverso giochi e discussioni svolte in una sassaia poco lontano dalla scuola, l’artista ha risvegliato nei bambini la consapevolezza del valore delle cose semplici e di come queste possano arricchire le nostre esperienze in rapporto al mondo esterno e agli altri. E’ così che i bambini hanno trasformato il suolo in un quaderno spalancato ai loro pensieri. Terra e sassi sono diventati materiali per elaborare disegni, motti e percorsi che esprimono valori di pace, fratellanza e uguaglianza. Gli scatti fotografici a documentazione dell’esperienza parlano dunque di un intenso cammino emotivo di scambio e condivisione. Un percorso che trova il suo culmine in quella gigantesca scritta finale di oltre 26 metri attraverso cui ciascuno, rileggendola, afferma: “Io sono uguale all’altro”.

Scuola Elementare S.Caterina

 

Classi III A-B con Alterazioni Video

Laboratorio: Immagini in movimento

 

 

Sceneggiatori, registi, fotografi e attori ad un tempo, questi bambini hanno prodotto – dall’ideazione alla realizzazione - una serie di esilaranti “corti” che narrano di situazioni buffe e surreali. Invitati ad ideare delle storie che si svolgessero nel contesto scolastico e che raccontassero in qualche modo quello che può accadervi e il tipo di relazioni che vi si instaurano, gli alunni hanno prodotto il materiale fotografico indispensabile al montaggio di sequenze video. Divisi in gruppi di lavoro, con ruoli specifici e professionali (c’è stato chi ha fatto l’attore e chi ha fatto il fotografo), ogni gruppo, autoproducendosi, ha realizzato una serie ordinata e progressiva di scatti che, grazie alla fase successiva di montaggio, ha dato vita alle brevi narrazioni. Un’incursione nel mondo delle immagini e dei dispositivi narrativi, ma anche e soprattutto un esercizio di collaborazione e cooperazione per il perseguimento di fini personali e collettivi.

Classe III C con Chiara Camoni

Laboratorio: Gli animali ci guardano

 

Partendo da una serie di riflessioni e discussioni sui primordi della pittura (dai graffiti degli uomini primitivi, passando per i miti greci sino ai bestiari medievali), i bambini hanno ripercorso i cambiamenti avvenuti nel nel rapporto uomo-animale e come questo si sia rispecchiato nell’iconografia. A quest’iniziale introduzione all’immagine del mondo animale, l’artista, provando a capovolgere il punto di vista abituale, ha spinto i bambini ad ipotizzare cosa pensano gli altri esseri viventi di noi e come ci vedono. Di seguito ha invitato gli allievi a disegnare libellule,mtalpe, balene, pipistrelli ecc. senza vederne le immagini, ma ricorrendo solo al ricordo e ad un pizzico di fantasia. Tutti i disegni sono stati raccolti in “bestiari fantastici”, accompagnati, come nei fascinosi e antichi testi medioevali, da una descrizione scritta più o meno immaginaria. Il prodotto finale è una serie di singolari ed unici Libri d’Artista dove gli animali rappresentati sono degli speciali Altro, sospesi tra realtà e fantasia.

Scuola Media G. Piermarini di Foligno

 

Classe I A con Justin Thompson e Bradley Treadaway

Laboratorio: Noi, frutto del passato e del presente

 

Partendo dal presupposto che non si può conoscere se stessi (e conseguentemente nemmeno l’altro) senza conoscere la propria storia e ciò che è venuto prima di noi, questo progetto ha messo in luce la differenza in termini di stile di vita tra i ragazzi di oggi e le generazione precedenti. Incentrato il laboratorio sul ruolo svolto dalle nuove tecnologie sui nostri stili di vita e sul modificarsi delle dinamiche relazionali, il lavoro ha previsto fasi di confronto e dialogo, progettazione e realizzazione. Ne è emersa la volontà di realizzare una “scultura collettiva” ed un video che esemplificassero in qualche modo le affinità e le divergenze tra passato e presente. I ragazzi hanno così sperimentato due procedimenti creativi assolutamente diversi (scultura in carta pesta e montaggio video) e, in qualche modo, anche il riflesso del modificarsi delle tecniche e degli approcci creativi nel tempo.

Classe I E con Giorgio Lupattelli

Laboratorio:Portraits

 

Video, fotografia, viraggio digitale, pittura. Questi i passaggi fondamentali del workshop. Un’incursione nelle più disparate tecniche artistiche del contemporaneo, ma anche e soprattutto, una sperimentazione incalzante, ricca di passaggi e scoperte, per rileggere il proprio volto attraverso filtri diversi e scoprirvi, forse, immagini inedite di se stessi. E’ stato così realizzato un video in cui l’occhio meccanico della telecamera ha restituito il cangiare espressivo dei volti dei ragazzi. Successivamente, con la macchina fotografica digitale, ciascun alunno si è immortalato in un’immagine poi utilizzata come base per le successive fasi. Ciascun autoritratto, infatti, è stato modificato al computer con un filtro particolare ottenendo delle figure a campiture nette di colori saturi. I ragazzi hanno quindi riportato su tela la nuova immagine e l’hanno eseguita manualmente, con colori acrilici, ottenendo una successione di ammiccanti e coloratissimi autoritratti Pop. Un itinerario che li ha visti passare dall’uso di mezzi meccanici alla pura manualità, dal realismo dell’immagine (video e fotografia) alla sua astrazione (pittura). Per darsi il tempo di scoprirsi, ripensarsi e conoscersi a partire dalla propria immagine.

Scuola Elementare di Gualdo Cattaneo

 

Classe IV con Alice Cattaneo

Laboratorio: Pensieri nel'iperspazio. Le traiettorie dei pensieri

 

Partendo dal presupposto che non si può conoscere se stessi (e conseguentemente nemmeno l’altro) senza conoscere la propria storia e ciò che è venuto prima di noi, questo progetto ha messo in luce la differenza in termini di stile di vita tra i ragazzi di oggi e le generazione precedenti. Incentrato il laboratorio sul ruolo svolto dalle nuove tecnologie sui nostri stili di vita e sul modificarsi delle dinamiche relazionali, il lavoro ha previsto fasi di confronto e dialogo, progettazione e realizzazione. Ne è emersa la volontà di realizzare una “scultura collettiva” ed un video che esemplificassero in qualche modo le affinità e le divergenze tra passato e presente. I ragazzi hanno così sperimentato due procedimenti creativi assolutamente diversi (scultura in carta pesta e montaggio video) e, in qualche modo, anche il riflesso del modificarsi delle tecniche e degli approcci creativi nel tempo.

Classe IV B con Mauro Rescigno

Laboratorio:Senza Titolo

 

I vestiti, per definizione, sono qualcosa che ci “riveste” e così facendo, oltre a proteggere dal freddo e dagli sguardi altrui, in qualche modo camuffa la nostra identità. In questo laboratorio, invece, sono diventati superfici parlanti, supporti su cui esprimere umori, emozioni e idee. Gli indumenti dismessi dei bambini sono infatti stati manipolati secondo la sensibilità creativa di ciascuno. Disegni, frasi e brevi prose, sorte di bambole di pezza composte con vari capi, hanno così dato forma all’universo personale dei bambini, pronti a esporsi, a lasciarsi conoscere attraverso vestiti personalizzati. I nuovi prodotti realizzati sono poi stati esposti in un’istallazione festosa: una pioggia di messaggi pronti ad essere letti e potenzialmente indossati.

Scuola Media di Gualdo Cattaneo

 

Classe III A con Marco Bernacchia

Laboratorio: Esplosione di suoni dal silenzio

 

L’identità di ciascuno è una realtà polimorfa che prende forma e sostanza anche in virtù di ciò che ci circonda e che rappresenta una fonte di esperienza e confronto. Conoscere il proprio spazio di vita, riconoscerne le espressioni e le peculiarità, dunque, può rappresentare un momento importante per familiarizzare anche con il proprio Io e i concetti di Sé ed Altro. Con lo scopo di realizzare un CD musicale i cui brani simulassero la natura, i ragazzi si sono così confrontati in modo consapevole con la campagna che circonda il loro paese. Hanno così ascoltato il silenzio apparente che li assedia rilevando come di fatto questo sia composto da suoni così familiari da rendersi impercettibili. Un universo sommerso come quello delle emozioni che spesso si agitano in ognuno di noi come rumori incongrui di cui non si riconosce identità e provenienza. Affinando l’“orecchio selettivo”, lo strumento capace di percepire un suono in mezzo a mille ed identificarlo, essi sono così arrivati a individuare e catalogare tutta una serie di sonorità che poi, in fase di registrazione, hanno riprodotto tramite emissioni vocali e la manipolazione degli oggetti offerti dal contesto classe. Per illustrare il percorso compiuto, infine, hanno elaborato una sorta di video-documentario in cui serie di storie-cartoon (realizzate con disegni messi in sequenza grazie ad un programma di montaggio) illustrano il conflittuale e talvolta drammatico rapporto tra uomo e natura.

'Classe III B con Lorenzo Carrara

Laboratorio: Chi sono- chi sei

 

Scopo dell’attività è stato permettere agli studenti di sperimentare due delle procedure creative dell’arte contemporanea. La prima è l’uso dei filtri di trasformazione digitale delle immagini, la seconda è l’impiego del cosiddetto “morphing”, un’applicazione software che consente di trasformare due immagini interpolandole tra loro per arrivare in modo dinamico ad una terza immagine, ibridazione delle prime due. Ogni ragazzo ha dunque lavorato sull’immagine fotografica del compagno, intrecciandola con una serie di altri soggetti. Ne sono nate figurazioni astratte, capaci di disgelare, con colori e forme, le sensazioni e le “impressioni emotive” che l’autore del ritratto ha del suo compagno. Un’importante occasione per vedersi raccontare dall’altro e avere così l’opportunità di ricevere e rielaborare informazioni e spunti interpretativi su di sé. In occasione della mostra, inoltre, la classe ha dato adito ad un’intensa operazione performativa. Consegnando in modo casuale ai visitatori i capi di uno spago da tenere in mano per cinque minuti, gli allievi hanno imbastito una sorta di ragnatela che ha imbrigliato tutti - come diceva un foglietto distribuito ai presenti - in una rete di pace e di amore. Un semplice spago come canale di comunicazione aperto per lo scambio di messaggi di condivisione e solidarietà.

Scuola Elementare di S.Terenziano

 

Classe V A-B con  Leonora Bisagno e Franco Menicagli

Laboratorio: La casa del signor "X", ovvero cartoline da S.Terenziano

 

Il progetto si è proposto di sviluppare una riflessione sull’identità e la diversità in relazione al concetto d’abitazione. Affidati ai bambini alcuni indizi su cui ricostruire l’identikit di un ipotetico possessore, gli allievi sono arrivati ad ipotizzare le possibili professioni, personalità, abitudini e abitazioni di fantastici “Signor X”. I bambini hanno così dapprima definito le fisionomie di questi personaggi immaginari assemblando in modo incongruo alcuni dettagli fotografici dei loro stessi volti. Poi, trascrivendone il possibile diario, ne hanno ricostruito la storia, gli spostamenti, le abitudini e soprattutto l’abitazione come specchio vitale e veritiero della loro identità. Queste case, infine, sono state realizzate con cartone e materiali poveri e collocate in particolari punti del paese di San Terenziano. Le foto di queste installazioni sono divenute delle surreali, ma quanto mai suggestive, Cartoline da San Terenziano, esito finale di un laboratorio che, lavorando sullo stereotipo, l’ha scavalcato e ha reso l’“Altro” territorio di scoperta e divertimento.

Scuola Media di S.Terenziano

 

Classe III con Robert Pettena + Opplà

Laboratorio: Raptus centripete

 

Il percorso sonoro realizzato dai ragazzi della classe IIIC è stato composto con suoni e rumori prodotti in aula cambiando l’ordine nella disposizione dei banchi e delle seggiole, spostando la cattedra e gli armadietti; registrando i momenti di attività ludico-motoria. I ragazzi, infatti, sono stati impegnati nella realizzazione di piccole coreografie e performance in cui movimento e stasi, rumore e silenzio, hanno avuto l’importante funzione di generare ritmi, timbri e sonorità diverse, poi utilizzate in fase di montaggio per creare una vera e propria “musica”. Il prodotto sonoro finale, accompagnato da immagini in loop e giochi random, è una sorta di videoclip capace non solo di documentare l’inedita genesi del suono, ma anche di rappresentare, attraverso l’andamento centripeto e centrifugo che ne emerge, le nuove dinamiche tra soggetti e contesto che si sono sviluppate in occasione del laboratorio.

Istituto Comprensivo Scolastico “T. Valenti” di Trevi

 

Classe III A con  Salis & Vitangeli

Laboratorio: Parole scomparse

 

L’amore, sentimento complesso e dalle mille sfumature, è stato il tema centrale del laboratorio condotto. Un’ incursione nel modo in cui esso si esprime – o è esprimibile – per le giovani generazioni. Due i prodotti realizzati: da un lato un video artistico struggente e lirico, dall’altra un’installazione di scanzonate ed allegre bandiere. Nel video, la parola “amore” diviene un urlo, un sussurro, un’implorazione, una gioiosa esplosione affettiva mimata dai diversi protagonisti come ad offrire un campionario della contraddittorietà e varietà del sentimento amoroso. Nell’installazione, invece, 24 bandiere lasciano trapelare un gioioso e spensierato campionario di amori giovanili. Un workshop che ha visto i ragazzi riappropriarsi della parola – pronunciata e scritta - come espressione dell’essere e del saper essere. Un’attività performativa, infine, che passando attraverso letture mirate, visione di video e il confronto talvolta imbarazzato e imbarazzante con l’Altro, ha messo in gioco le personalità di ciascuno e le diverse possibilità di esplorare sentimenti e pensieri umani. Le bandiere, infine, uscite dallo spazio espositivo, sono state usate anche in occasione della marcia celebrativa del giorno della Liberazione, lungo un percorso montano che conduce ad un vecchio rifugio partigiano. Questa esperienza ha rappresentato un momento di incontro importante con un altro progetto didattico svolto in parallelo a Trevi: 25/04 SCULTURA SOCIALE DI PACE.

 

Classe III B con Mario Consiglio

Laboratorio: The acquatic comunication room in Trevi

 

Un salotto dalla variegata cromia è il prodotto finale di questo laboratorio. Scopo del progetto, infatti, è stato quello di creare uno spazio “vivibile”, che favorisse la socializzazione e il confronto, utilizzando semplici materiali di recupero quali bottiglie di plastica ricolme d’acqua colorata. Un tavolino, due piccoli poufs e due poltrone hanno così dato vita ad un salottino intimo, dai colori caldi e vivaci, con una luce soffusa e vibrante di rossi, verdi, gialli e blu. Una stanza per la comunicazione, come l’hanno definita i ragazzi, per dialogare, confrontarsi e conoscersi guardandosi negli occhi, per aiutare a rendere la conversazione “fluida” ma anche capace di dar forma a relazioni solide. Proprio come l’acqua, preziosa materia prima della vita.

 
didattica dell'arte contemporanea workshop con gli artisti laboratori di arte contemporanea  didattica museale e del territorio educazione al patrimonio 
 

 

 

 

Palazzo Lucarini Contemporary - Associazione  Culturale

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