|
O.U._2006
>>>
2004
2005
2006
2007 2008
2009 2010
|
|
|
|
|
|
|
|
 
|
| |
|
|
|
Partecipanti
|
|
|
|
|
|
COMUNE
DI FOLIGNO
|
COMUNE
DI TREVI
|
|
Scuola
Elementare di S. Caterina
|
Istituto
Comprensivo Scolastico “T. Valenti” di Trevi
|
|
Classi
III A-B con Alterazioni Video
|
Classe
III A con Salis & Vitangeli
|
|
Classe
III C con Chiara Camoni
|
Classe
III B con Mario Consiglio
|
|
Scuola Media G. Piermarini di
Foligno
|
|
|
Classe
I A con Justin Thompson e Bradley Treadaway
|
|
|
Classe
I E con Giorgio Lupattelli
|
|
|
Scuola
Elementare di Colfiorito
|
|
|
Classe
IV con Fabrizio Segaricci e Chiara Segantini
|
|
Classe
V con Romano Bertuzzi
|
|
COMUNE
DI GUALDO CATTANEO
|
|
Scuola
Elementare di Gualdo Cattaneo
|
|
Classe
IV con Alice Cattaneo
|
|
Classe
IV B con Mauro Rescigno
|
|
Scuola
Media di Gualdo Cattaneo
|
|
Classe
III A con Marco Bernacchia
|
|
Classe III B con Lorenzo
Carrara
|
|
|
|
Scuola
Elementare di S. Terenziano
|
|
Classe
V A-B con Leonora Bisagno e Franco Menicagli
|
|
Scuola
Media di S. Terenziano
|
Classe III con Pettena + Opplà
|
|
|
|
|
OFFICINE
DELL’UMBRIA_06
|
|
|
Giunto
alla terza edizione, con un sempre maggior numero di scuole
partecipanti, il laboratorio Officine dell’Umbria, vede la
collaborazione di giovani artisti internazionali in grado di catturare
l’interesse dei ragazzi mediante un linguaggio per loro estremamente
familiare. |
|
|
Scuola
Elementare di Colfiorito
|
|
|
Classe
IV con Fabrizio Segaricci e Chiara Segantini
|
|
|
Laboratorio: Siamo
una sola casa
|
|
|
.jpg)
|
|
|
La casa costituisce
un’appendice dell’identità dell’individuo estremamente forte e
significante. Lo sanno bene i bambini di Colfiorito che, privati delle
proprie abitazioni a causa del terremoto del 1997, hanno dovuto fare i
conti con la sua mancanza, sia in termini materiali che psicologici. Il
laboratorio è allora diventato, oltre che una divertente esperienza per
assimilare tecniche artistiche digitali, anche l’occasione per
riappropriarsi dell’idea dell’abitare. Con un software di
costruzione in 3D essi hanno infatti dato forma a delle case-tipo
virtuali. Cercando di superare lo stereotipo della semplice abitazione
costituita da un cubo sormontato da un tetto piramidale, hanno ideato
strane creature architettoniche. Tranquille case borghesi, ma anche
avveniristiche case volanti, case-albero e case nomadi. Dimore capaci di
rivelare, attraverso le loro specificità e stravaganze, l’identità
di questi piccoli progettisti, i loro desideri, sogni e aspettative. Per
farne nascere un bizzarro confronto tra case e cose, tra io e l’altro. |
|
|
|
|
|
Classe
V con Romano Bertuzzi
|
|
|
Laboratorio:
PIETRE (io sono uguale all'altro)
|
|
|

|
|
|
Scopo
primario del progetto è stato quello di far riavvicinare i bambini al
contesto naturale, abbandonando la dimensione della casa e delle comodità
che il progresso ha apportato nella vita quotidiana. Basando
l’attività sul contatto fisico con la sfera del naturale, attraverso
giochi e discussioni svolte in una sassaia poco lontano dalla scuola,
l’artista ha risvegliato nei bambini la consapevolezza del valore
delle cose semplici e di come queste possano arricchire le nostre
esperienze in rapporto al mondo esterno e agli altri. E’ così che i bambini hanno
trasformato il suolo in un quaderno spalancato ai loro pensieri. Terra
e sassi sono diventati materiali per elaborare disegni, motti e percorsi
che esprimono valori di pace, fratellanza e uguaglianza. Gli scatti fotografici a
documentazione dell’esperienza parlano dunque di un intenso cammino
emotivo di scambio e condivisione. Un percorso che trova il suo culmine
in quella gigantesca scritta finale di oltre 26 metri attraverso cui
ciascuno, rileggendola, afferma: “Io sono uguale all’altro”.
|
|
|
|
|
|
Scuola
Elementare S.Caterina
|
|
|
Classi
III A-B con Alterazioni Video
|
|
|
Laboratorio:
Immagini
in movimento
|
|
|

|
|
|
Sceneggiatori, registi,
fotografi e attori ad un tempo, questi bambini hanno prodotto –
dall’ideazione alla realizzazione - una serie di esilaranti
“corti” che narrano di situazioni buffe e surreali. Invitati ad
ideare delle storie che si svolgessero nel contesto scolastico e che
raccontassero in qualche modo quello che può accadervi e il tipo di
relazioni che vi si instaurano, gli alunni hanno prodotto il materiale
fotografico indispensabile al montaggio di sequenze video. Divisi in
gruppi di lavoro, con ruoli specifici e professionali (c’è stato chi
ha fatto l’attore e chi ha fatto il fotografo), ogni gruppo,
autoproducendosi, ha realizzato una serie ordinata e progressiva di
scatti che, grazie alla fase successiva di montaggio, ha dato vita alle
brevi narrazioni. Un’incursione nel mondo delle immagini e dei
dispositivi narrativi, ma anche e soprattutto un esercizio di
collaborazione e cooperazione per il perseguimento di fini personali e
collettivi. |
|
|
|
|
|
Classe
III C con Chiara Camoni
|
|
|
Laboratorio:
Gli animali ci guardano
|
|
|
.jpg)
|
|
|
Partendo
da una serie di riflessioni e discussioni sui primordi della pittura
(dai graffiti degli uomini primitivi, passando per i miti greci sino ai
bestiari medievali), i bambini hanno ripercorso i cambiamenti avvenuti
nel nel rapporto uomo-animale e come questo si sia rispecchiato
nell’iconografia. A quest’iniziale introduzione all’immagine del
mondo animale, l’artista, provando a capovolgere il punto di vista
abituale, ha spinto i bambini ad ipotizzare cosa pensano gli altri
esseri viventi di noi e come ci vedono. Di seguito ha invitato gli
allievi a disegnare libellule,mtalpe, balene, pipistrelli ecc. senza
vederne le immagini, ma ricorrendo solo al ricordo e ad un pizzico di
fantasia. Tutti i disegni sono stati raccolti in “bestiari
fantastici”, accompagnati, come nei fascinosi e antichi testi
medioevali, da una descrizione scritta più o meno immaginaria. Il
prodotto finale è una serie di singolari ed unici Libri d’Artista
dove gli animali rappresentati sono degli speciali Altro, sospesi tra
realtà e fantasia.
|
|
|
|
|
|
Scuola Media G. Piermarini di
Foligno
|
|
|
Classe
I A con Justin Thompson e Bradley Treadaway
|
|
|
Laboratorio:
Noi,
frutto del passato e del presente
|
|
|

|
|
|
Partendo
dal presupposto che non si può conoscere se stessi (e conseguentemente
nemmeno l’altro) senza conoscere la propria storia e ciò che è
venuto prima di noi, questo progetto ha messo in luce la differenza in
termini di stile di vita tra i ragazzi di oggi e le generazione
precedenti. Incentrato il laboratorio sul ruolo svolto dalle nuove
tecnologie sui nostri stili di vita e sul modificarsi delle dinamiche
relazionali, il lavoro ha previsto fasi di confronto e dialogo,
progettazione e realizzazione. Ne è emersa la volontà di realizzare
una “scultura collettiva” ed un video che esemplificassero in
qualche modo le affinità e le divergenze tra passato e presente. I
ragazzi hanno così sperimentato due procedimenti creativi assolutamente
diversi (scultura in carta pesta e montaggio video) e, in qualche modo,
anche il riflesso del modificarsi delle tecniche e degli approcci
creativi nel tempo.
|
|
|
|
|
|
Classe
I E con Giorgio Lupattelli
|
|
|
Laboratorio:Portraits
|
|
|

|
|
|
Video, fotografia, viraggio
digitale, pittura. Questi i passaggi fondamentali del workshop.
Un’incursione nelle più disparate tecniche artistiche del
contemporaneo, ma anche e soprattutto, una sperimentazione incalzante,
ricca di passaggi e scoperte, per rileggere il proprio volto attraverso
filtri diversi e scoprirvi, forse, immagini inedite di se stessi. E’
stato così realizzato un video in cui l’occhio meccanico della
telecamera ha restituito il cangiare espressivo dei volti dei ragazzi.
Successivamente, con la macchina fotografica digitale, ciascun alunno si
è immortalato in un’immagine poi utilizzata come base per le
successive fasi. Ciascun autoritratto, infatti, è stato modificato al
computer con un filtro particolare ottenendo delle figure a campiture
nette di colori saturi. I ragazzi hanno quindi riportato su tela la
nuova immagine e l’hanno eseguita manualmente, con colori acrilici,
ottenendo una successione di ammiccanti e coloratissimi autoritratti
Pop. Un itinerario che li ha visti passare dall’uso di mezzi meccanici
alla pura manualità, dal realismo dell’immagine (video e fotografia)
alla sua astrazione (pittura). Per darsi il tempo di scoprirsi,
ripensarsi e conoscersi a partire dalla propria immagine. |
|
|
|
|
|
Scuola
Elementare di Gualdo Cattaneo
|
|
|
Classe
IV con Alice Cattaneo
|
|
|
Laboratorio:
Pensieri nel'iperspazio. Le traiettorie dei pensieri
|
|
|

|
|
|
Partendo dal presupposto che non si può conoscere se stessi
(e conseguentemente nemmeno l’altro) senza conoscere la propria storia e
ciò che è venuto prima di noi, questo progetto ha messo in luce la
differenza in termini di stile di vita tra i ragazzi di oggi e le
generazione precedenti. Incentrato il laboratorio sul ruolo svolto dalle
nuove tecnologie sui nostri stili di vita e sul modificarsi delle
dinamiche relazionali, il lavoro ha previsto fasi di confronto e dialogo,
progettazione e realizzazione. Ne è emersa la volontà di realizzare una
“scultura collettiva” ed un video che esemplificassero in qualche modo
le affinità e le divergenze tra passato e presente. I ragazzi hanno così
sperimentato due procedimenti creativi assolutamente diversi (scultura in
carta pesta e montaggio video) e, in qualche modo, anche il riflesso del
modificarsi delle tecniche e degli approcci creativi nel tempo.
|
|
|
|
|
|
Classe
IV B con Mauro Rescigno
|
|
|
Laboratorio:Senza
Titolo
|
|
|
.jpg)
|
|
|
I
vestiti, per definizione, sono qualcosa che ci “riveste” e così
facendo, oltre a proteggere dal freddo e dagli sguardi altrui, in
qualche modo camuffa la nostra identità. In questo laboratorio, invece,
sono diventati superfici parlanti, supporti su cui esprimere umori,
emozioni e idee. Gli indumenti dismessi dei bambini sono infatti stati manipolati secondo la sensibilità
creativa di ciascuno. Disegni, frasi e brevi prose, sorte di bambole di
pezza composte con vari capi, hanno così dato forma all’universo
personale dei bambini, pronti a esporsi, a lasciarsi conoscere
attraverso vestiti personalizzati. I nuovi prodotti realizzati sono poi
stati esposti in un’istallazione festosa: una pioggia di messaggi
pronti ad essere letti e potenzialmente indossati.
|
|
|
|
|
|
Scuola
Media di Gualdo Cattaneo
|
|
|
Classe
III A con Marco Bernacchia
|
|
|
Laboratorio:
Esplosione di suoni dal silenzio
|
|
|
.jpg)
|
|
|
L’identità di ciascuno è una
realtà polimorfa che prende forma e sostanza anche in virtù di ciò
che ci circonda e che rappresenta una fonte di esperienza e confronto.
Conoscere il proprio spazio di vita, riconoscerne le espressioni e le
peculiarità, dunque, può rappresentare un momento importante per
familiarizzare anche con il proprio Io e i concetti di Sé ed Altro. Con
lo scopo di realizzare un CD musicale i cui brani simulassero la natura,
i ragazzi si sono così confrontati in modo consapevole con la campagna
che circonda il loro paese. Hanno così ascoltato il silenzio apparente
che li assedia rilevando come di fatto questo sia composto da suoni così
familiari da rendersi impercettibili. Un universo sommerso come quello
delle emozioni che spesso si agitano in ognuno di noi come rumori
incongrui di cui non si riconosce identità e provenienza. Affinando
l’“orecchio selettivo”, lo strumento capace di percepire un suono
in mezzo a mille ed identificarlo, essi sono così arrivati a
individuare e catalogare tutta una serie di sonorità che poi, in fase
di registrazione, hanno riprodotto tramite emissioni vocali e la
manipolazione degli oggetti offerti dal contesto classe. Per illustrare
il percorso compiuto, infine, hanno elaborato una sorta di
video-documentario in cui serie di storie-cartoon (realizzate con
disegni messi in sequenza grazie ad un programma di montaggio)
illustrano il conflittuale e talvolta drammatico rapporto tra uomo e
natura.
|
|
|
'Classe
III B con Lorenzo Carrara
|
|
|
Laboratorio:
Chi
sono- chi sei
|
|
|

|
|
|
Scopo dell’attività è
stato permettere agli studenti di sperimentare due delle procedure
creative dell’arte contemporanea. La prima è l’uso dei filtri di
trasformazione digitale delle immagini, la seconda è l’impiego del
cosiddetto “morphing”, un’applicazione software che consente di
trasformare due immagini interpolandole tra loro per arrivare in modo
dinamico ad una terza immagine, ibridazione delle prime due. Ogni
ragazzo ha dunque lavorato sull’immagine fotografica del compagno,
intrecciandola con una serie di altri soggetti. Ne sono nate figurazioni
astratte, capaci di disgelare, con colori e forme, le sensazioni e le
“impressioni emotive” che l’autore del ritratto ha del suo
compagno. Un’importante occasione per vedersi raccontare dall’altro
e avere così l’opportunità di ricevere e rielaborare informazioni e
spunti interpretativi su di sé. In occasione della mostra, inoltre, la
classe ha dato adito ad un’intensa operazione performativa.
Consegnando in modo casuale ai visitatori i capi di uno spago da tenere
in mano per cinque minuti, gli allievi hanno imbastito una sorta di
ragnatela che ha imbrigliato tutti - come diceva un foglietto
distribuito ai presenti - in una rete di pace e di amore. Un semplice
spago come canale di comunicazione aperto per lo scambio di messaggi di
condivisione e solidarietà. |
|
|
Scuola
Elementare di S.Terenziano
|
|
|
Classe
V A-B con Leonora Bisagno e Franco Menicagli
|
|
|
Laboratorio:
La casa del signor "X", ovvero cartoline da S.Terenziano
|
|
|
.jpg)
|
|
|
Il progetto si è proposto
di sviluppare una riflessione sull’identità e la diversità in
relazione al concetto d’abitazione. Affidati ai bambini alcuni indizi
su cui ricostruire l’identikit di un ipotetico possessore, gli allievi
sono arrivati ad ipotizzare le possibili professioni, personalità,
abitudini e abitazioni di fantastici “Signor X”. I bambini hanno così
dapprima definito le fisionomie di questi personaggi immaginari
assemblando in modo incongruo alcuni dettagli fotografici dei loro
stessi volti. Poi, trascrivendone il possibile diario, ne hanno
ricostruito la storia, gli spostamenti, le abitudini e soprattutto
l’abitazione come specchio vitale e veritiero della loro identità.
Queste case, infine, sono state realizzate con cartone e materiali
poveri e collocate in particolari punti del paese di San Terenziano. Le
foto di queste installazioni sono divenute delle surreali, ma quanto mai
suggestive, Cartoline da San Terenziano,
esito finale di un laboratorio che, lavorando sullo stereotipo, l’ha
scavalcato e ha reso l’“Altro” territorio di scoperta e
divertimento.
|
|
|
|
|
|
Scuola
Media di S.Terenziano
|
|
|
Classe
III con Robert Pettena + Opplà
|
|
|
Laboratorio:
Raptus centripete
|
|
|

|
|
|
Il percorso sonoro
realizzato dai ragazzi della classe IIIC è stato composto con suoni e
rumori prodotti in aula cambiando l’ordine nella disposizione dei
banchi e delle seggiole, spostando la cattedra e gli armadietti;
registrando i momenti di attività ludico-motoria. I ragazzi, infatti,
sono stati impegnati nella realizzazione di piccole coreografie e
performance in cui movimento e stasi, rumore e silenzio, hanno avuto
l’importante funzione di generare ritmi, timbri e sonorità diverse,
poi utilizzate in fase di montaggio per creare una vera e propria
“musica”. Il prodotto sonoro finale, accompagnato da immagini in
loop e giochi random, è una sorta di videoclip capace non solo di
documentare l’inedita genesi del suono, ma anche di rappresentare,
attraverso l’andamento centripeto e centrifugo che ne emerge, le nuove
dinamiche tra soggetti e contesto che si sono sviluppate in occasione
del laboratorio.
|
|
|
|
|
|
Istituto
Comprensivo Scolastico “T. Valenti” di Trevi
|
|
|
Classe
III A con Salis & Vitangeli
|
|
|
Laboratorio:
Parole scomparse
|
|
|

|
|
|
L’amore, sentimento complesso e
dalle mille sfumature, è stato il tema centrale del laboratorio
condotto. Un’ incursione nel modo in cui esso si esprime – o è
esprimibile – per le giovani generazioni. Due i prodotti realizzati:
da un lato un video artistico struggente e lirico, dall’altra
un’installazione di scanzonate ed allegre bandiere. Nel video, la
parola “amore” diviene un urlo, un sussurro, un’implorazione, una
gioiosa esplosione affettiva mimata dai diversi protagonisti come ad
offrire un campionario della contraddittorietà e varietà del
sentimento amoroso. Nell’installazione, invece, 24 bandiere lasciano
trapelare un gioioso e spensierato campionario di amori giovanili. Un
workshop che ha visto i ragazzi riappropriarsi della parola –
pronunciata e scritta - come espressione dell’essere e del saper
essere. Un’attività performativa, infine, che passando attraverso
letture mirate, visione di video e il confronto talvolta imbarazzato e
imbarazzante con l’Altro, ha messo in gioco le personalità di
ciascuno e le diverse possibilità di esplorare sentimenti e pensieri
umani. Le bandiere, infine, uscite dallo spazio espositivo, sono state
usate anche in occasione della marcia celebrativa del giorno della
Liberazione, lungo un percorso montano che conduce ad un vecchio rifugio
partigiano. Questa esperienza ha rappresentato un momento di incontro
importante con un altro progetto didattico svolto in parallelo a Trevi:
25/04 SCULTURA SOCIALE DI PACE.
|
|
|
|
|
|
Classe
III B con Mario Consiglio
|
|
|
Laboratorio: The
acquatic comunication room in Trevi
|
|
|
.jpg)
|
|
|
Un
salotto dalla variegata cromia è il prodotto finale di questo
laboratorio. Scopo del progetto, infatti, è stato quello di creare uno
spazio “vivibile”, che favorisse la socializzazione e il confronto,
utilizzando semplici materiali di recupero quali bottiglie di plastica
ricolme d’acqua colorata. Un tavolino, due piccoli poufs e due
poltrone hanno così dato vita ad un salottino intimo, dai colori caldi
e vivaci, con una luce soffusa e vibrante di rossi, verdi, gialli e blu.
Una stanza per la comunicazione, come l’hanno definita i ragazzi, per
dialogare, confrontarsi e conoscersi guardandosi negli occhi, per
aiutare a rendere la conversazione “fluida” ma anche capace di dar
forma a relazioni solide. Proprio come l’acqua, preziosa materia prima
della vita. |
|
|
|
|
|
|
|
|
didattica
dell'arte contemporanea workshop con gli artisti laboratori di arte
contemporanea didattica museale e del territorio educazione al
patrimonio |
|
|
|