oratori  con artisti                                                                                                                                                                                 

 

 

                              didattica e laboratori di sperimentazione creativa

                                      

HOME

CHI SIAMO

COS'E'         

EDIZIONI PRECEDENTI

PREMIATA OFFICINA TREVANA

LISTA DEGLI ARTISTI  

PER PARTECIPARE 
CONTATTI
OFFERTE EDUCATIVE
"OFFICINA PALLUCCO"

FOTO GALLERY       

 

CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA

                      

 

MAIN SPONSOR

    O.U._2005          >>>          2004   2005    2006    2007    2008    2009   2010

didattica dell'arte contemporanea - laboratori artistici - didattica dell'arte - officine dell'umbria -

 

                  

   

 

Partecipanti

 

 
   

COMUNE DI FOLIGNO

COMUNE DI TREVI

Scuola Elementare di Belfiore

Istituto Comprensivo T. Valenti di Trevi

III con Monica Saccomandi

III A con Emanuela Barbi

IV con Ester Viapiano

III A con Franco Passalacqua

V con Marco Antonecchia

III B con Ennio Bertrand

Scuola Elementare di  S. Giovanni Profiamma

III B con Alessandro Gabini

III con Armida Gandini

III C con Judith Albert

IV con Sophie Usunier

III C con Justin R. Thompson

V con Manuel Scano

 

Scuola Media G. Piermarini di Foligno

 

II E con Giorgio Lupattelli

 

 

COMUNE DI MONTEFALCO

 

Istituto Comprensivo F. Melanzio di Montefalco

 

II A con Lorenzo Carrara

 

II A con Sergei Sviatchenko

 

II B con Salis & Vitangeli, ass.Silvia Nardo

 

 
 

 

OFFICINE DELL’UMBRIA_05

 

Nel 2005, all'iniziale rappresentanza scolastica di Trevi si sono aggiunti, a dimostrazione del successo della precedente edizione, altri quattro istituti, divisi tra Foligno e Montefalco, con classi delle scuole elementari e medie. Il differente grado di scolarità degli studenti coinvolti ha imposto tempi e attenzioni particolari ma, grazie all'azione di filtro svolta dagli operatori didattici e dagli artisti sono stati raggiunti livelli di equilibrio e di qualità manifatturiera superiori alle aspettative.

 

 

Scuola Elementare di Belfiore

 

  Classe III con Monica Saccomandi
Titolo: Mappeto

Pensando alla mappa come oggetto funzionale, che serve per orientarsi, oppure alle "mappe" realizzate dalla scienza medica in cui sono rappresentate le strutture basilari del corpo, nasce l'idea (progetto) di realizzare con i bambini una mappa delle emozioni.Ogni bambino ha così lavorato su un'emozione preparando un elenco scritto di tutto ciò che dal suo punto di vista appartiene a quell'universo emotivo: parole, immagini, oggetti. Le parole e/o oggetti sono state poi distribuite su un tessuto colorato (ogni emozione è stata abbinata a un colore), individuando centri, sottocentri, percorsi e rotte poi visualizzate attraverso dei nastri colorati. I diversi tessuti sono quindi stati uniti tra di loro secondo relazioni individuate dai bambini. L'ultima tappa del lavoro ha rappresentato il tentativo di delineare attraverso dei fili di collegamento, il possibile intrecciarsi di emozioni e sentimenti tra di loro. Il risultato è la realizzazione di un grande arazzo da guardare, ma anche un grande tappeto da vivere. Un "mappeto" colorato e disorientante come può essere quello delle emozioni.

 

Classe IV con Ester Viapiano

Titolo: Senza titolo

Il lavoro realizzato con i bambini della IV elementare di Belfiore, ha preso spunto da una riflessione sul tema dell'inconscio. Tre i temi da cui gli alunni hanno sviluppato idee e impressioni: il sogno, i desideri e la paura. A partire dagli spunti emersi nelle discussioni comuni, sono stati quindi realizzati degli elaborati grafici che gli alunni della classe hanno colorato e da cui hanno ricavato delle sagome. Le silhouette, poi,sono state riempite con dei fili di cotone colorati e fissati con colla spray così che le trame di filo si potessero distaccare dai modelli iniziali. Come nella composizione di un grande puzzle, le singole forme di filo sono quindi state assemblate su due pannelli di forex. L'insieme ricavato è'un grande lavoro corale in cui il filo lega un'immagine all'altra, un pensiero all'altro. Due piccoli universi dell'inconscio che danno forma e sostanza alle immagini impalpabili dei sogni e delle paure.

Classe V con Marco Antonecchia

Titolo: Wall-Street

I molteplici messaggi visivi che l'ambiente ed in modo particolare i media ci inviano continuamente, spesso non trovano uno sfogo concreto nella nostra creatività. Con il laboratorio Wall Street, invece, i bambini sono stati invitati a produrre in prima persona delle immagini che riuscissero a trasmettere idee, emozioni e pensieri attraverso un linguaggio molto attuale come quello del murale. A partire da una discussione sui loro desideri, i bambini hanno così inventato uno slogan e lo hanno corredato di una serie di immagini che esemplificano visivamente, in modo molto diretto, il loro desiderio di uscire dai limiti ristretti del proprio mondo per vedere altro: il mare, le città, altrI luoghi e altre persone.

Scuola Elementare di S. Giovanni Profiamma

 

Classe  III con Armida Gandini

Laboratorio: PER COMPORRE. Forme della natura-forme della cultura

Esplorando con attenzione il mondo che ci circonda possiamo scoprire che ogni corpo si sviluppa intorno ad una struttura, che è il segreto progetto della sua forma: a raggiera il fiore, ad anelli il tronco dell'albero, a spirale quella della conchiglia. Allo stesso modo, visitando le chiese dell' Umbria, possiamo scoprire che gli architetti romanici queste strutture le conoscevano molto bene, tanto da trasformarle in rosoni di luce, decorazioni policromatiche sui pavimenti, finezze ornamentali nei capitelli e nei portali. I bambini della III elementare di S. Giovanni Profiamma si sono avventurati in queste esplorazioni e, improvvisandosi a loro volta architetti, hanno progettato finestre di luce e pavimenti modulari. Con semplici fogli di carta e punteruoli, si sono così trasformati in contemporanei artefici di stupefacenti strutture. Ma hanno anche interpretato, con il loro stesso corpo, quelle linee che la natura produce. Non solo, dunque, segni sulla carta, ma anche azione nello spazio: i corpi come forza-linea-energia.

Classe IV con Sophie Usunier

Laboratorio: Natura morta dell'alunno a 360°

Una semplice lista di prodotti su un fogliaccio di carta casualmente trovato tra gli scaffali di un supermarket o nel portafogli della mamma, è stato il punto di partenza di una serie di lavori incentrati sul genere della "natura morta". Una lista della spesa, infatti, se letta con un carrello vuoto da riempire, assolve ad una pura funzione pratica di promemoria; se essa però èimpreziosita da una cornice e collocata in un contesto espositivo, acquista l'aura di un'opera d'arte capace di rievocare immagini, di indurci a ricreare mentalmente tavoli imbanditi di buoni cibi e sfiziose leccornie, cesti di prodotti che vengono a rappresentare il mondo alimentare dei nostri giorni. Proprio mettendo in cornice questi piccoli promemoria, gli alunni della IV di S. Giovanni Profiamma hanno voluto svelarci l'arcano poetico che si nasconde dietro una delle più banali cose della nostra vita. Una serie di nature morte realizzate con diverse tecniche - acquarello, matita, tempere - rappresentano invece la trasposizione figurativa, più o meno rigorosa, di quelle stesse liste e di una serie di oggetti riprodotti dal vero. Il processo creativo innestato, infine, ha permesso di guardare alla natura morta con uno sguardo trasversale e far emergere, così, alcuni aspetti del nostro quotidiano: dal ruolo dei consumi nella nostra società al tema del riciclaggio, dalle necessità primarie degli individui (alimenti e prodotti igienici di base) a quelle secondarie (le leccornie mai presenti nelle liste!), dalla modificazione dei costumi nel tempo ma anche nelle diverse famiglie e culture (le liste scritte con grafie e lingue diverse e con riferimenti a prodotti diversi).

Classe  V con Manuel Scano

Laboratorio: In trasformazione

Insieme ai bambini di V si è cercato di trasformare il senso degli oggetti, che di solito hanno di fronte agli occhi nell'ambito scolastico, utilizzando lo scotch e la carta per rivestirli e renderli qualcosa di diverso. Tramite il gioco, elemento importante per scatenare l'immaginazione, si è favorita una nuova percezione delle cose e dello spazio. Con assoluta libertà  e spontaneismo i bambini hanno così composto "nuovi oggetti" e reso l'aula uno spazio nuovo.

Scuola Media G. Piermarini

 

Classe II E con Giorgio Lupattelli

Laboratorio: Self Portraits

Le immagini, ed in particolare quelle in movimento (televisione, cinema, internet, spot pubblicitari e il videoclip musicali), costituiscono il normale background delle nuove generazioni. Il video, dunque, per i ragazzi della II E ha rappresentato un mezzo quanto mai familiare e funzionale per autoritrarsi. Il video prodotto è di circa 12 minuti. I lavori si sono sviluppati a partire da una scheda che ogni ragazzo ha scritto per presentarsi e parlare liberamente di sé, dei propri gusti e dei propri progetti. Sulla base ti tale canovaccio, poi, ciascuno di loro ha puntualmente pianificato come mostrarsi scegliendo il "proprio" abbigliamento, cosa fare di fronte alla telecamera, con chi e in quali luoghi farsi riprendere, cosa rappresentare di se stesso attraverso immagini, parole e musiche. Una volta fatte le riprese, si sono quindi importate le immagini nel computer integrandole con altre di repertorio. Si è proceduto infine al montaggio, integrando le immagini prodotte con una selezione del testo delle precedentemente scritto e con le musiche da loro indicate. Dal sapiente mixaggio di immagini, parole, musiche, si sono sviluppati 17 brevi autoritratti che ricompongono non solo la "fisionomia" dei ragazzi raffigurati, ma offrono altresì l'occasione di una vera e propria incursione nel mondo delle nuove generazioni. Nelle loro certezze e paure, nelle loro stasi e nei loro repentini mutamenti, nel loro rapportarsi agli usi e costumi della società.

Istituto Comprensivo F. Melanzio di Montefalco

 

Classe II A con Sergei Sviatchenko

Laboratorio: Playface I

Una serie di fotoritratti dei ragazzi e le ragazze della classe costituisce il materiale di base a partire dal quale è' stato sviluppato un lavoro con la tecnica tradizionale del collage. Immagini di diversa natura, tratte dalle riviste illustrate scelte dagli studenti, sono state ritagliate e sovrapposte ai loro volti per creare una gamma virtualmente infinita di permutazioni e accostamenti. Le soluzioni visive così realizzate, scaturite dalle zone più inconsce della creatività individuale, costruiscono narrazioni per via di accostamenti simbolici, analogie, rimandi e citazioni. Il campo aperto della fantasia può così popolarsi di creature fantastiche e mostruose, magiche e sorprendenti, che reinterpretano e svelano le personalità dei ragazzi che le hanno create.

Classe  II A con Lorenzo Carrara

Laboratorio: Playface II: Linea di confine / Absolut

In questo laboratorio i ragazzi hanno utilizzato come materiale visivo di partenza i fotoritratti realizzati da Sergei Sviatchenko, artista a sua volta impegnato nella conduzione del laboratorio con l'altra metà della classe IIA. I ritratti originali sono stati rielaborati con il computer attraverso i filtri di Photoshop e grazie a un programma di morphing che ha permesso loro di miscelarli e ibridarli con altre immagini di diversa provenienza. La prima serie di elaborazioni, "Linea di Confine", conserva ancora una traccia più o meno chiaramente percepibile delle immagini dei volti, malgrado in alcuni casi sia già stato raggiunto un livello di astrazione piuttosto avanzato. La seconda serie, "Absolut", porta ancora più in là questo gioco, approdando alla completa aniconicità, cioè al totale abbandono dell'intenzione di raffigurare la realtà, per lasciare spazio alla fantasia visiva più sfrenata e libera da ogni vincolo e necessità di tipo descrittivo.

Classe  II B  con Salis & Vitangeli, ass. Silvia Nardo

Laboratorio: Display mon amour

  Sul display si dipanano le comunicazioni in codice, nasce lo slang degli sms, viaggiano le istantanee e i pensieri di una generazione capace di far comunicare il proprio telefono cellulare anche con un solo, unico ed assoluto, squillo. A tale generazione si è rivolto il progetto Display mon amour. Un laboratorio che, utilizzando le risorse più  aderenti alle attuali passioni ed attitudini digitali dei ragazzi, ha giocato fra tecnologia dei materiali e materiali della tecnologia. Una colonna sonora composta a suon di trilli di cellulari, i fotoritratti dei ragazzi realizzati con i moderni cellulari, gli sms scritti e inviati anonimamente a commento delle stesse immagini sono stati miscelati e fusi insieme per produrre un oggetto estetico (delle immagini elaborate al computer e stampate su una sorta di tappeto in pvc calpestabile) che restituisse la flagranza, la velocità e la caoticità delle nuove comunicazioni elettroniche. Uno spazio di sperimentazione, infine, per cercare di vedersi e scoprirsi anche nel display dell'altro e tentare allo stesso tempo di osservare, elaborare e sublimare in un prodotto artistico una visione "dell'altro visto da sé".

Istituto Comprensivo T. Valenti di Trevi

 

Classe III A con Franco Passalacqua

Laboratorio: Compost

Il laboratorio si presenta come una continuazione dei lavori intrapresi nell'anno 2004 nell'ambito dello stesso progetto. Nato dal desiderio di sensibilizzare i ragazzi nei confronti della natura e delle problematiche ambientaliste, il lavoro ha coinvolto gli studenti della IIIA in un percorso artistico totalmente incentrato sull'albero. Oltre alla realizzazione di una sorta di bersaglio in materiali naturali (fiori e rami d'albero) quale omaggio alla bellezza manifesta della natura, essi, infatti, come i loro compagni dell'anno precedente, hanno continuato a piantumare un lotto di terreno messo a disposizione dal Comune di Trevi in vista della realizzazione di un futuro "parco scolastico". Un'operazione che, sotto l'egida del gioco e dello svago, ha di fatto portato i ragazzi concretamente e operativamente a "radicarsi" al luogo dei loro studi e a lasciare alla comunità qualcosa di tangibile. Attraverso una serie di attività riflessive ed esperienziali, essi sono potuti così arrivare a comprendere come la piantumazione di alcuni alberi nel terreno possa divenire, se inserita all'interno di una disegno progettuale, espressione ad un tempo di un impegno artistico e sociale.

Classe III B con Ennio Bertrand

Laboratorio: I colori del suono

I colori del suono Attraverso i nuovi mezzi elettronici può accadere anche che non sia più la musica a spingerci a danzare e muoverci al suo ritmo, ma che siano viceversa i nostri movimenti, i nostri gesti a dar adito ad una composizione e a nuove sonorità. Questo è quanto è' avvenuto nel laboratorio I colori del suono, un lavoro imbastito intorno alle potenzialità'88 di un software che genera e modifica dei suoni precedentemente inseriti nel computer in rapporto a diverse sollecitazioni luminose. I ragazzi, dunque, danzando e muovendosi tenendo in mano delle fonti luminose (pile tascabili) di fronte ad una installazione sonora interattiva governata da un computer e una telecamera, hanno diretto e composto la propria musica. E' accaduto allora che le loro mani, come un magico direttore d'orchestra, abbiano prodotto suoni che a loro volere mutavano, si alzavano e abbassavano di tono, tacevano. Partiture improvvisate di frammenti musicali e ampi movimenti del corpo; gesti di braccia per governare possenti tamburi o delicati archi. Un'orchestra presente nell'aria che attendeva il loro gesto e rispondeva docile.

Classe III B con Alessandro Gabini

Laboratorio: "Turututannn...Tishh"

La vita di tutti i giorni è'intessuta di immagini, visioni, suoni, rumori, musica, parole, odori, incontri: un tappeto sensorial-esperenziale che si tramuta nei nostri ricordi in emozioni, stati d'animo, atmosfere. I ragazzi della classe III B di Trevi hanno creato un CD audio completo di packaging e locandine pubblicitarie, nel quale i suoni, i rumori, le parole riproducono la colonna sonora delle lezioni di scuola, dei momenti di paura, di distrazione, di energia. I diversi suoni sono stati prodotti e registrati in fasi successive invitando i ragazzi ad emettere e produrre rumori diversi in rapporto alle varie situazioni da rievocare. Poi, le diverse sonorità ricavate sono state "orchestrate" insieme nel montaggio e mixaggio successivo. Gli strumenti usati sono le voci degli stessi studenti, e alcune piccole percussioni (shaker, tamburello, clava, glockenspiegel, chitarra...). Un modo per sperimentare nuovi orizzonti musicali, ma anche per scandagliare e portare alla luce le diverse coloriture sonore delle proprie emozioni e sensazioni.

Classe III C con Judith Albert

Laboratorio:  Fotoromanzo 

Realizzare un fotoromanzo in quanto elaborato artistico vuol dire mettere in essere una serie di sequenze di lavoro di tipo progettuale ed esecutivo. Inventare una storia, assegnare dei ruoli, definire gli scenari, scattare delle immagini che sono ad un tempo frutto di un artificio narrativo e la schietta rappresentazione dei luoghi e delle persone coinvolte, associare alle scene il parlato. Creare una storia, dunque, dove la narrazione si delinea attraverso una sintesi estrema di immagini e parole, per offrirci uno specchio plausibile - eppure fittizio - dei nostri comportamenti, delle nostre aspettative, dei nostri modi di leggere le situazioni e la realtà che ci circonda.

Classe  III C con Justin R. Thompson

Laboratorio: Narciso

 Ispirandosi al mito di Narciso, i ragazzi della III C hanno cercato tra i disorientanti flutti comunicativi della nostra epoca mediatica, qualche emblema della bellezza. Tra discussioni ed esercizi di disegno, pittura, fotografia e realizzazione di modelli, essi hanno così dato vita ad una serie di ritratti e di oggetti-simbolo che tradiscono i loro gusti, le loro aspirazioni e "vanità". Un percorso che ha permesso di affrontare in modo ludico e creativo il tema articolato e quanto mai problematico dell'estetico nella sua accezione più ampia. Specchiandosi nel mito di Narciso e oltrepassandolo, i ragazzi hanno così realizzato un lavoro installativo in cui permea l'intima sensibilità delle nuove generazioni nei confronti di ciò che è reputato "esteticamente", ma non solo, dotato

 

Palazzo Lucarini Contemporary - Associazione  Culturale

  Via Beato Placido Riccardi 11  06039 Trevi (PG)  +39 0742 381021    info@officinedellumbria.it